Il presidio
Si scava tra le conoscenze dell’uomo ucciso sull’argine e lasciato nel fosso
I carabinieri hanno sentito più volte il fratello della vittima, convocati in caserma anche i vicini di casa, ai raggi x anche i conti correnti
CASTELFRANCO DI SOTTO
A distanza di quasi due settimane dall’uccisione di Roberto Checcucci, 53 anni, di Fucecchio, l’assassino è ancora in libertà. L’argine dove l’uomo è stato trovato cadavere è frequentato da molti cittadini di Castelfranco di Sotto e dei centri vicini. Il timore di nuove aggressioni, ogni giorno che passa, si fa sempre più sentire. Tanti sono ancora i lati oscuri della vicenda. Se l’arma del delitto, forse un coltello da cucina, non è stata trovata, anche il movente appare un rebus. Per questo i carabinieri negli ultimi giorni hanno sentito più volte il fratello della vittima, Gilberto Checcucci, nel tentativo di avere alcune indicazioni in più sulla vita della vittima che, almeno all’apparenza, appare senza ombre. Nessuna inimicizia, nessun motivo di conflitto. L’ipotesi della rapina finita nel sangue è però stata esclusa: la vittima aveva l’abitudine di camminare per ore, senza portarsi dietro il telefono cellulare, soldi e documenti. Anche il 27 settembre quando Checcucci è stato ucciso non è stato facile per i carabinieri di Castelfranco di Sotto dare un nome al povero uomo, raggiunto da una decina di coltellate e trovato nel fosso di via Tavi. E solo quando il fratello della vittima è andato a denunciarne la scomparsa hanno cominciato a mettere insieme i primi tasselli di un dramma ancora tutto da decifrare.
Oltre al fratello dell’uomo ucciso, i carabinieri hanno sentito i vicini di casa, altri parenti e chi conosce i due fratelli Checcucci, entrambi scapoli e residenti nella casa della madre di 92 anni. Si passano al setaccio i conti correnti e si cerca anche solo un piccolo elemento utile a ricostruire le relazioni di carattere personale o sentimentale della vittima. Quando saranno completate le operazioni del medico legale la salma sarà consegnata alla famiglia per il funerale.
Forse oggi stesso, come spiega l’avvocato della famiglia, l’avvocato Andrea Massaini, si potranno conoscere meglio i tempi del funerale. Il magistrato che coordina le indagini, dottor Fabio Pelosi, ha dato il nulla osta alla sepoltura ma la salma non potrà essere cremata, almeno fino a quando non ci sarà il nome dell’assassino. —
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