Il Tirreno

Pontedera

In tribunale 

Evasi da Rebibbia patteggiano la pena

sabrina Chiellini
Evasi da Rebibbia patteggiano la pena

I due cugini rom a giugno scorso sono stati protagonisti di una rocambolesca fuga dopo avere tagliato le sbarre

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CASCINA

Una fuga rocambolesca dal carcere di Rebibbia accompagnata da una lettera a doppia firma per salutare e spiegare le ragioni del gesto. Era addirittura diventata un caso nazionale la fuga da Rebibbia nella notte fra il 2 e il 3 giugno di Davad Zukanovic, 40 anni, e Lil Ahmetovic, 46 anni, cugini di etnia rom, arrestati, dopo alcuni giorni di latitanza, alla stazione di Cascina dai carabinieri di Frascati che erano sulle loro tracce da una settimana. Prima di calarsi dalla finestra della propria cella, dopo avere tagliato le sbarre e usato i manicotti degli idranti dell’antincendio per calarsi all’esterno, si erano premurati di lasciare un biglietto indirizzato ai vertici dell’istituto penitenziario.

I due cugini ieri mattina sono finiti a giudizio in tribunale a Pisa con l’accusa di evasione, ricettazione (vennero fermati su un’auto rubata) e resistenza a pubblico ufficiale. Zukanovic, difeso dall’avvocato Federico De Rossi di Roma, ha patteggiato la pena di un anno e 8 mesi. Mentre Lil Ahmetovic, difeso dagli avvocati Roberto Nocent di Pisa e Novelli del Foro di La Spezia ieri sostituita dall’avvocato Luisa Bedini di Pisa, ha patteggiato la pena di due anni e 5mila euro di multa. Una storia che loro stessi (ora di nuovo in carcere) avevano in parte raccontato dopo l’arresto, in sede di udienza di convalida. Come avevano scritto anche nella missiva lasciata nel carcere, la loro fuga era fondata su motivi personali profondi: il bisogno di mettere al riparo i propri figli da un brutto giro nel quale si sono infilati. La moglie di uno dei due poi è in carcere e per tutti il fine pena è abbastanza lontano nel tempo, dovranno restare detenuti ancora 7 e 8 anni. Al giudice (il 19 giugno scorso ) i due cugini avevano raccontato di essere evasi dal carcere perché volevano vedere i figli, e solo Zukanovic di figli ne ha 10.

A Cascina uno dei due ha alcuni parenti ma non è in questo comune che si sarebbero fermati, in quanto entrambi hanno legami sia a Prato che a Massa Carrara. I carabinieri del Comando provinciale di Roma, con il supporto dell'Arma locale, dei carabinieri di Cascina e della compagnia di Pontedera, oltre che del Nucleo Regionale del Nucleo investigativo centrale di Firenze, li hanno bloccati vicino alla stazione di Cascina. Gli investigatori erano già sulle loro tracce e li hanno intercettati a bordo di una Mercedes rubata in una concessionaria della capitale, con targhe rubate.

Un’auto che entrambi raccontano di avere trovato aperta e con le chiavi inserite. —



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