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Le dimore storiche e l’arte tra restauro ed innovazione

Le dimore storiche e l’arte tra restauro ed innovazione

Puntata della Pisaniana del Circolo Mazzei dallo storico palazzo Gondi a Firenze Tra gli ospiti David Orsini di Decorarte (Ponsacco) che opera sul territorio nazionale

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PONSACCO

Per il sesto anno la Pisaniana del Circolo Filippo Mazzei, in coproduzione con 50 Canale, racconta in anteprima (stasera alle 21) la Giornata Nazionale di Adsi, l’Associazione delle dimore storiche toscane, che si apriranno domenica 4 alla cittadinanza tra visite guidate, degustazioni e spettacoli. Stasera la sede del “salotto” tv di Carlotta Romualdi sarà dal bellissimo Palazzo Gondi, potente famiglia di banchieri fiorentini. Il discendente Bernardo Gondi, presidente regionale di Adsi e vice nazionale, è tra gli ospiti della trasmissione. Tra i quali c’è anche David Orsini, legale rappresentante di Decorarte di Ponsacco.

«La sede della nostra azienda nasce nel territorio pisano - dice Orsini - mentre il nostro operato ed i relativi cantieri vantano commesse su tutto il territorio nazionale, provenienti da enti pubblici, università, demanio, svariate diocesi e le tante ed importanti richieste da parte di privati cittadini». Riguardo alle dimore storiche «il dibattito della trasmissione - spiega Orsini - ha trovato modo di accendersi: da una parte la Sovrintendenza, “gelosa” custode della conservazione e preservazione di tali beni e di quanto in esso contenuto, che ogni giorno giustamente si prodiga nel richiedere che degli stessi beni ne siano mantenuti l’aspetto, le funzioni e l’appartenenza originarie dell’immobile; dall’altra, la voce di privati proprietari di dimore storiche, anch’essi attenti custodi del proprio bene, ma in eterna lotta con i costi di mantenimento e manutenzione, che spesso, cercando di proporne un utilizzo diverso che permetta una “auto redditività” dell’immobile stesso attraverso la richiesta agli organi competenti di modifiche interne, frazionamenti interni o cambi d’uso atti a crearne attività concentrate soprattutto sul settore turistico, si imbattono in dinieghi parziali capaci di paralizzarne il progetto. Su questo aspetto importante per il futuro delle dimore storiche penso si possa migliorare ancor più il dialogo, andando ad aprire tavoli di incontri capaci di preservare, conservare ed allo stesso tempo attualizzare alle attuali necessità».

Decorarte opera ogni giorno in un settore ritenuto per certi aspetti di nicchia, che si basa sulla tutela, attraverso il restauro conservativo, del nostro patrimonio architettonico storico ed artistico, spesso non abbastanza valorizzato se non addirittura tenuto nascosto e dimenticato in molti dei nostri comuni. «Perciò - conclude Orsini - occorrerebbe una maggiore volontà da parte degli enti pubblici rivolta alla riqualificazione del nostro patrimonio architettonico ed artistico, andandolo poi, una volta restaurato, a ricollocare, attraverso una sensibilizzazione pubblica atta alla rivalutazione del “vivere” i centri storici soprattutto nei piccoli e medi comuni italiani, in contesti attuali, se non di uso esclusivamente pubblico, magari privato, ma pur sempre con l’unico fine di poter garantire agli stessi beni una continuità “di vita”, mantenendo inalterato il loro splendore». —

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