La guida
L’Unione di Macelloni e Bini “conquista” anche Barbafieri
Il sindaco di Lajatico si inserisce nel dibattito tra i colleghi di Peccioli e Terricciola: «Pronti a partecipare. Puntiamo su scuola, sanità e qualità dei servizi ai cittadini»
LAJATICO. Tra moglie e marito non mettere il dito, dice il proverbio. Alessio Barbafieri sembra non conoscere il detto e si inserisce tra i promessi sposi Renzo Macelloni e Mirko Bini. Anche perché il sindaco di Lajatico non è il terzo incomodo. Anzi, si inserisce e si iscrive alla lista dei sostenitori della nuova Unione di Comuni in Alta Valdera che i colleghi di Peccioli e Terricciola stanno progettando. «Ben venga la proposta di superare le criticità non tanto facendo marcia indietro, ma anzi ripensando ad una impostazione più coraggiosa. Vi esprimiamo quindi la nostra disponibilità ad essere parte di questo dibattito», scrive Barbafieri, come ormai consuetudine da queste parti, in una lettera aperta ai due primi cittadini.
«Non possiamo che ritenerci positivamente colpiti dalle vostre parole – sottolinea Barbafieri nella lettera –. L’amministrazione comunale di Lajatico, pur riconoscendo i limiti e lo stallo in cui si trovava l’Unione Alta Valdera, ha sempre ritenuto che la forma associata dei servizi, piaccia o no, fosse ormai uno strumento indispensabile a cui i piccoli Comuni non possono rinunciare».
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Al contrario delle lettere di Macelloni e Bini, quella del sindaco di Lajatico inserisce nel dibattito non solo spunti di carattere tecnico-organizzativo, ma anche alcune tracce su cui costruire gli obiettivi della nuova Unione. «Costruiamo una proposta che abbia al centro la qualità dei servizi – scrive il sindaco di Lajatico – coinvolgendo in maniera diretta i nostri cittadini, con assemblee pubbliche o altri strumenti di partecipazione, in modo da renderli omogenei sull’intero territorio. L’altra grande sfida del futuro saranno i servizi scolastici: riprendiamo a progettarli insieme come un sistema diffuso di eccellenze, che si integrino perfettamente con il progetto di mobilità sostenibile, da poco presentato al nuovo presidente Eugenio Giani. Proseguiamo sul percorso di rafforzamento della Casa della Salute, ad oggi uno dei migliori presidi sanitari della Toscana, affinché non crescano solo i servizi sanitari ma anche i progetti di supporto alla domiciliarità».
Barbafieri, infine, pone la questione della governance. L’idea originaria di Macelloni, e sottoscritta da Bini, è di tipo prettamente organizzativo (struttura amministrativa unica per tutti i Comuni con una sola pianta organica), mentre la funzione politica resterebbe in seno a consigli comunali distinti. Il sindaco di Lajatico invece sottolinea come sia «necessario individuare un organo politico che sia più incisivo sull’azione amministrativa, che sia in grado di valorizzare le singole potenzialità di ogni Comune, ma che allo stesso tempo sia capace di superare i particolarismi». Differenze che potrebbero essere superate pronunciando le parole che nessuno vuole pronunciare: fusione tra Comuni.—
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