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Morto per il trauma cranico niente malori per il giardiniere
Fatale la caduta dalla scala per il 64enne impegnato a potare piante e siepi La coppia proprietaria dell’abitazione è indagata per omicidio colposo
pontedera
Una morte provocata dal gravissimo trauma cranico dovuto all’impatto con il suolo.
Nessun malore all’origine del decesso del 64enne di Buti trovato senza vita all’ingresso del garage di una villetta in via De Nicola.
È l’esito dell’autopsia disposta dalla Procura nel procedimento penale in cui sono indagati per omicidio colposo i coniugi, proprietari della casa, che avevano commissionato la manutenzione del verde a Claudio Mangoni, la vittima di quello che prende sempre più forma come un infortunio sul lavoro.
Un contesto che fa scattare posizioni di garanzia e responsabilità oggettive in capo a chi, i coniugi Bachini proprietari e committenti, avevano chiesto al giardiniere occasionale di tagliere le piante nel giardino.
La coppia indagata è difesa dall’avvocato Giulio Venturi, mentre la famiglia dell’operaio si è affidata all’avvocato Rosita Magli e al momento è parte offesa. Diventerà parte civile, con pretesa di risarcimento dei danni, in caso di processo.
Non ci furono testimoni oculari di una tragedia consumata in pochi attimi intorno alle 11,30 del 13 maggio scorso.
Vedeva il traguardo della pensione, Mangoni, sposato e padre di due figli. Faceva il giardiniere a chiamata.
Un modo per arrotondare le entrate mensili in vista di un pensionamento che gli avrebbe permesso di stare di più con la sua famiglia.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Miriam Pamela Romano, l’uomo avrebbe perso di equilibrio sulla scala finendo sulla massicciata con la testa a pagare il conto più grave. E irreversibile.
L’autopsia ha stabilito che non ci sono motivi diversi dal trauma cranico come causa di una morte avvenuta mentre Mangoni stava sistemando una pianta dopo essere stato chiamato, stando alle prime ipotesi degli investigatori, dai proprietari che lo conoscevano da tempo. Coltivava la passione del giardinaggio per gli amici o per chi arrivava a lui con il passaparola.
«Ci ho parlato chiedendogli se poteva venire anche da noi – aveva spiegato al Tirreno una vicina di casa –. Poi mi sono messa a scrivere sul cellulare e a un certo punto ho sentito un tonfo secco, senza alcuna richiesta di aiuto. Ho alzato lo sguardo e ho visto il padrone di casa che si stava precipitando davanti al garage».
Mangoni era arrivato in via De Nicola con il suo camper verso le 8,30. Era stato consigliato dalla cognata del proprietario della villetta. «Lo conosceva bene mia sorella – aveva detto al Tirreno la padrona di casa –. Era venuto per la disinfestazione delle zanzare. Si è presentato dicendoci che non aveva trovato il prodotto. Ha dato un’occhiata al giardino e ci ha chiesto: “Comunque posso dare una sistemata alle piante”. Va bene, gli abbiamo risposto». Aveva piazzato la scala intorno agli alberi e per almeno tre ore era stato impegnato a sforbiciare e spuntare.
Nello spostamento della scala si era portato a ridosso del muretto al di sotto del quale c’era la scesa che porta al garage dall’entrata della villetta. È lì è stato trovato con la testa fracassata. —
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