Il presidio
Il sindaco Bini sulla Grillaia: presto la proposta concreta
Il primo cittadino di Terricciola vuole riaprire il confronto in Regione. E lancia l’appello per il ricorso: «Servono altri 5.000 euro»
TERRICCIOLA. La vicenda della discarica Grillaia è stato uno dei temi più importanti, in termini di difesa ambientale e sviluppo turistico della Toscana, nella corsa alla presidenza della Regione. Il progetto approvato dalla giunta regionale uscente porterà, salvo novità, a inizio 2021 oltre 270.000 metri cubi di amianto nel sito di Chianni. E la giunta entrante, guidata da Eugenio Giani (centrosinistra), erediterà subito una patata bollente da gestire. Dalla Valdera proprio Giani temeva un voto di protesta.
Voto di protesta che c’è stato: ne sono la prova il Comune di Chianni, con 6 punti di vantaggio di Susanna Ceccardi (centrodestra) su Giani, e quello ancora più clamoroso di Terricciola, dove il distacco a favore della candidata ed esponente della Lega è stato di 10 punti (in un Comune dove il sindaco è del Pd).
Un voto di protesta a cui Giani e la sua giunta, in qualche modo, dovranno rispondere. Mentre un gruppo di cittadini ha già messo insieme 5.000 euro per pagare le spese legali di un ricorso al consiglio di stato utile a rallentare, se non bloccare, il progetto della Nuova Servizi Ambiente. «Non farò spendere un euro di risarcimento alla Regione sulla Grillaia. Ho votato nel consiglio regionale del 9 giugno scorso contro il progetto che prevede la riapertura del sito», ha detto Giani all’indomani del trionfo elettorale.
Intanto, però, ha bacchettato il sindaco di Chianni: «Ho trovato strumentale e non mi è piaciuto l’atteggiamento del sindaco di Chianni. Che ha usato il logo del Comune per annunciare un appuntamento elettorale di Ceccardi. Prenderò le carte e troveremo una soluzione per chiudere la discarica».
Parole chiare, con un attacco neppure troppo velato al primo cittadino di Chianni, Giacomo Tarrini. Parole che, però, devono fare i conti con lo scorrere del tempo. Un tempo che, secondo Mirko Bini, sindaco di Terricciola, è quasi agli sgoccioli. «A Terricciola il primo partito è stato il Partito democratico, davanti di oltre tre punti rispetto alla Lega, ma i quasi dieci punti percentuali in favore della Ceccardi dimostrano come la vicenda della Grillaia abbia lasciato un segno nei cittadini – spiega Bini –. Questo è stato un segnale ma noi siamo pronti a riaprire un tavolo di confronto. Ho sempre sostenuto che avremmo dovuto farlo tutti insieme, ma la Grillaia per alcuni è diventato un tema di campagna elettorale. Io, invece, ho fatto iniziativa apartitica. Ora voglio tornare a confrontarmi con la Regione, portando una proposta concreta per far sì che il problema venga risolto una volta per sempre».
Bini, e lo ha ribadito in un video postato sulla sua pagina istituzionale, sostiene l’iniziativa di 4 cittadini promossa sulla piattaforma di raccolta fondi Gofundme. «Bisogna arrivare ad almeno 10mila euro entro pochi giorni, al momento siamo a metà strada con la raccolta fondi per le spese legali – dice Bini –. Serviranno a fare un ricorso al consiglio di stato contro la riapertura della Grillaia. Iniziativa che si sposa con il nuovo corso della giunta regionale. Potrebbe essere utile per rallentare, prendere tempo e spostare in avanti l’inizio del conferimento di amianto. Nel frattempo si potrà pensare e proporre alla proprietà una solida e valida alternativa. Alternativa credibile che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, in questi mesi non è mai arrivata». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

