Italia
Condanna con sconto per il narcos in carcere dopo anni di latitanza
Accusato di essere il capo di un’associazione a delinquere che importava eroina e cocaina dall’Albania si è visto ridurre la pena da 22 a 14 anni e 8 mesi
santa croce
Un sostanzioso sconto di pena dopo la stangata presa in primo grado a Firenze, da imputato contumace, in un maxi processo su un giro di droga con importazioni dall’Albania destinate alle piazze di spaccio del Pistoiese e di gran parte della Toscana.
Lo ha ottenuto Artan Festim Abedini, 47 anni, albanese, all’epoca dei fatti residente a Santa Croce sull’Arno, considerato il capo, con i due fratelli, di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
In primo grado nel febbraio 2009 era stato condannato a 22 anni. Aveva accolto il verdetto lontano dall’Italia, da latitante in Albania inseguito da un mandato di cattura internazionale.
Difeso dall’avvocato Massimo Parenti, davanti alla Corte d’Appello, Abedini ha avuto uno sconto di pena: 14 anni e 8 mesi di reclusione.
Sparito dal giorno degli arresti della banda, nel 2007, Abedini era stato arrestato nel maggio 2018 nel suo Paese ed estradato in Italia. Da allora è in carcere. Probabile il ricorso in Cassazione per chiedere ulteriori limature alla pena in caso di annullamento della sentenza con rinvio a una nuova Corte d’Appello.
Secondo l’accusa la banda, guidata da Abedini si riforniva di hashish, cocaina ed eroina dalla mafia albanese, acquistandola nel Paese delle aquile.
I panetti iniziavano quindi il loro viaggio verso Milano, generalmente nascosti in auto modificate. Una volta arrivate nel capoluogo lombardo gli uomini di fiducia della banda, rigorosamente albanesi e sempre incensurati, prendevano in custodia i carichi e li portavano in Toscana, nella base operativa del gruppo, capace di mettere su un movimento significativo nel giro della droga, tra Fucecchio e Santa Croce, da dove poi venivano riforniti gli spacciatori al minuto. La polizia arrestò gran parte della banda (10 persone) dopo aver sequestrato nel corso delle indagini 11 chili tra eroina e cocaina che, una volta tagliati, avrebbero fruttato sul mercato al dettaglio oltre 3 milioni e mezzo di euro. Era l’operazione Uish, durata quasi un anno, nata da un controllo a Chiesina Uzzanese a carico di un piccolo spacciatore. —
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