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Trecento in fila per dire no alla nuova Grillaia

Alessandro Bientinesi
Il sindaco Bini durante la manifestazione di giovedì
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Il sindaco Bini durante la manifestazione di giovedì

Giovedì la manifestazione promossa dal sindaco Bini. Intanto sul web raccolti i primi mille euro per il ricorso al Tar

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TERRICCIOLA. Non si è limitato a scendere in piazza. Ha contribuito a organizzare, impegnandosi in prima persona, una manifestazione di protesta contro la riapertura della discarica della Grillaia. Lo ha fatto a mesi di distanza dal flash-mob del giugno scorso che, in piena pandemia da coronavirus, a Terricciola fece confluire 600 persone per dire no a un progetto da 270mila metri cubi di amianto. Con un via libera approvato pochi giorni prima dalla giunta regionale toscana. Dopo un lungo silenzio Mirko Bini è sceso di nuovo in piazza, ha fatto sentire con forza la sua voce e quella di altre 300 persone che giovedì 17 hanno lanciato un segnale, in termine di partecipazione, importante. Ma hanno iniziato anche a promuovere una raccolta fondi per ricorrere al Tar e bloccare l’arrivo dell’amianto nel sito di Chianni, previsto per i primi mesi del 2021. Il tutto alla vigilia delle elezioni che daranno una nuova giunta che, una volta eletta, dovrà gestire il problema che si trascina da 22 anni.

«Siamo scesi in piazza perché vogliamo dimostrare che la gente non è stanca del problema ma è determinata a non arrendersi – ha detto il sindaco di Terricciola –. I prenotati sono stati 286, alla fine abbiamo visto arrivare tra le 50 e le 100 persone che pensavano che per partecipare valesse la prenotazione alla precedente manifestazione. Fortunatamente, con un po’ di organizzazione e la preparazione di una doppia fila tutti sono stati in postazione per dire il loro no alla riapertura della Grillaia».

Bini, abile a usare i social e tutti i suoi canali istituzionali, oltre ai rapporti personali, è stato il vero artefice di quella che è una manifestazione riuscita. E che mette, a poche ore dal voto, chiunque dovrà gestire la questione spalle al muro. «Noi abbiamo il compito di creare un’alternativa, di farlo per i cittadini e per un territorio – dice ancora Bini –. Dopo la serata di protesta, per il quale ringrazio il comitato che l’ha organizzata, abbiamo più forza. E ci giochiamo tutto anche con la carta del ricorso».

Ricorso al Tar promosso sul sito “GoFundme” da Luca Picchi, Marco Presi, Stefano Gonnelli e Vittoria Agostini. Cittadini che puntano a ottenere 15mila euro, da usare per le spese legali, e che in poche ore hanno già raccolto 1.000 euro. «Servono soldi per ricorrere legalmente contro la riapertura e per questo servono soldi – dice ancora il primo cittadino di Terricciola –. Io ho già dato il mio contributo e credo molto in questa opportunità».

L’ultimo messaggio, poi, è per i candidati alla presidenza della Regione Toscana. «Io chiedo alla Regione e al suo governatore di essere convocato in Regione per valutare la disponibilità della proprietà a vendere – dice ancora Bini –. Nel caso proveremo a costruire e a pensare ad una proposta alternativa. Spero di trovare al mio fianco anche i sindaci di Chianni e di Lajatico. Credo che solo uniti, anche con i cittadini che hanno a cuore questo territorio, si possa finalmente raggiungere un risultato».

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