Il presidio
Commerciante positivo ma per i colleghi niente quarantena
bientina
Dopo quattro giorni di attesa (in aggiunta ad altri due già di per sé complicati), il verdetto è arrivato ieri: il commerciante di Bientina che aveva partecipato all’assemblea con oltre trenta colleghi, è positivo al Covid. Disposte quarantene, tra suoi dipendenti (l’attività resta per ora chiusa), familiari e contatti stretti, per oltre quindici unità. Ma nessun provvedimento obbligatorio per gli altri 32 negozianti presenti venerdì 11 settembre alla riunione in un locale messo a disposizione dal Comune (sanificato subito dopo l’allarme).
Niente blocco totale (o quasi) del commercio bientinese. Una decisione dell’Asl dopo le “indagini” sullo svolgimento dell’assemblea: tutti i partecipanti (“schedati” all’ingresso) con la mascherina e, in base ai metri quadrati della stanza, al numero di persone e alle testimonianze raccolte, era garantito il distanziamento.
Con queste condizioni, non sono stati ravvisati pericoli di contagio. Una rassicurazione che non ha convinto tutti i partecipanti, alcuni dei quali si sono sottoposti al tampone in strutture private. Come aveva fatto sabato scorso il commerciante poi risultato positivo. Quel primo esame aveva evidenziato la presenza del Covid ma con una carica virale bassissima. Per questo, lunedì mattina, ha effettuato un nuovo tampone, stavolta all’Asl. A quel punto è scattata la psicosi, per le conseguenze sia per la salute sua e dei presenti alla riunione, sia per l’impatto economico negativo di una quarantena collettiva. Una situazione resa ancora più delicata dai ritardi accumulati dal laboratorio dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa, rallentato per alcuni giorni a causa delle difficoltà nell’approvvigionamento della plasticheria. «I tempi di refertazione sono nuovamente in linea con le tempistiche previste – fa sapere l’Aoup – Si processano circa 1.200 campioni al giorno, con punte di 1800».
Intanto il rallentamento ha creato non pochi disagi (alcuni dei quali li abbiamo raccontati sul Tirreno nei giorni scorsi) nella provincia. E a Bientina ha fatto impennare l’ansia collettiva, vista la mole di quarantene in ballo, con il commerciante che - in attesa del responso - ha chiuso in via precauzionale la sua attività e con il sindaco Dario Carmassi che lanciava appelli alla cittadinanza, invitandola a mantenere la calma. Ieri l’esito è arrivato con la conferma della positività riscontrata nel primo tampone, ma le conseguenze sono meno pesanti del previsto, almeno per quanto riguarda il commercio.
A Bientina, c’è anche la situazione del centro di accoglienza per migranti, dove una bambina e la sua mamma sono risultate positive e trasferite in una struttura sanitaria. Le altre 18 persone che vivono nell’immobile sono in quarantena e sono state sottoposte al tampone venerdì pomeriggio (l’esito arriverà nelle prossime ore), così come gli operatori della cooperativa che gestisce il centro. La struttura è vigilata “h24” dalle forze dell’ordine che devono garantire il rispetto del divieto di uscire imposto dal Comune. —
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