Caso Sara Scimmi, ascoltati in tribunale i testimoni
Per la morte della 19enne, investita tre anni fa a Castelfiorentino, è indagato un camionista di S. Maria a Monte su cui pende l’accusa di omicidio stradale
Santa Maria a Monte. Nuovo capitolo al Palazzo di Giustizia di Firenze per il processo che vede imputato con l’accusa di omicidio stradale Milko Morelli, 50enne di Santa Maria a Monte, per la morte il 9 settembre di tre anni fa di Sara Scimmi, 19 anni, lungo la strada regionale 429 a Castelfiorentino.
L'udienza di giovedì 17 settembre era molto attesa e seguiva quella avvenuta lo scorso 20 luglio, in cui vennero ascoltati i carabinieri che avevano condotto le indagini e il consulente del pubblico ministero Alessandra Falcone. Stavolta l'udienza, iniziata intorno alle 13,30, si è protratta fino al tardo pomeriggio e ha visto sfilare, di fronte al collegio presieduto dal giudice Gaetano Magnelli, un nutrito numero di persone convocate dalle varie parti in causa: da un lato la famiglia Scimmi, rappresentata dai legali Vanessa Daini e Carlo Cioni Presutti, dall'altro gli avvocati difensori Elisabetta Maccanti e Cristina Bibolotti nominati da Morelli, su cui pende l'accusa di omicidio stradale.
L'autotrasportatore fu identificato tramite le telecamere di un distributore di benzina e altre immagini registrate da un casello autostradale. L'intento è quello di chiarire con esattezza cosa accadde alle tre del mattino di quella sera: perché Sara si trovasse da sola a quell'ora lungo quella strada e come il mezzo pesante condotto da Morelli sarebbe entrato in contatto con quel corpo prima di prendere la direzione di Siena.
Come detto, sono stati ascoltati i testimoni indicati dal pubblico ministero, tra cui un paio di persone giunte sul luogo dei fatti poco dopo, conoscenti di Sara Scimmi e due elementi della polizia giudiziaria. Nella prossima udienza, fissata per l'8 ottobre alle 12, ci sarà invece il contraddittorio vero e proprio tra il consulente nominato sempre dal pm e il perito di parte. La corte, a quel punto, dovrà mettere insieme le fila così da capire se si riuscirà a risolvere questo intricato rebus e dare una risposta ai genitori di Sara, Antonio e Clementina, e alla sorella Giulia. Che continuano a chiedere giustizia e soprattutto che venga fatta luce su come la giovane si fosse trovata da sola, a quell’ora, su quel tratto di strada. —
Daniele Dei
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