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Su strade e balconi per vedere i ciclisti e non arrendersi al coronavirus
Amatori, turisti e pecciolesi: tutti sul percorso, alle finestre o sui terrazzi per assistere al passaggio della Coppa Sabatini
PECCIOLI. Quarantacinque secondi imperdibili per tutti. Per gli appassionati di ciclismo che, con divisa d’allenamento addosso, non hanno perso l’occasione di ammirare i corridori. Per i turisti che, consapevoli o meno, hanno scelto di visitare proprio ieri Peccioli. Per i pecciolesi che hanno assistito alla corsa in strada o affacciati a finestre e balconi. Tutto grazie a tre quarti di minuto: vale a dire il tempo impiegato ieri dalla carovana della Coppa Sabatini per sfilare sotto gli occhi degli spettatori. Pochi istanti, ma con un significato diverso dal solito. Perché chi li ha vissuti aveva indosso una mascherina. Perché chi era presente ha dovuto badare a mantenere le distanze con gli altri. Perché la 68ª edizione del Gran premio città di Peccioli è stato il primo del post coronavirus. La pandemia ha cambiato abitudini ma non la ha fermato. Anzi ha rilanciato la voglia di sport, di andare avanti rispettando le regole anti contagio, di esserci come quando nessuno aveva idea di cosa fosse il Covid-19.
Radio corsa detta i tempi
Il primo segno di un ritorno al passato lo si è avuto poco prima delle 10 di ieri. Dai megafoni installati nel centro medievale è cominciata a risuonare la voce di Alessandro Brambilla. Per quasi sei ore lo speaker di radio corsa ha raccontato quanto accadeva lungo il circuito: «Sei ciclisti in fuga», «Il gruppo ha un ritardo di 4 minuti», «I corridori affrontano la salita di via di Greta» e così via fino all’arrivo in via risorgimento. Una serie di informazioni e notizie che hanno calato il paese nella dimensione ciclistica e dettato i tempi della giornata.
Chiuso per corsa ciclistica
«Oggi non apri?», chiede un cliente a Michele Vorraro. «Ha lavorato finora, riapro dopo la corsa», risponde il barbiere attendendo i ciclisti davanti al suo locale in corso Matteotti. Così come lui anche altri negozi hanno chiuso i battenti, ma i commercianti non sono scappati a casa: stavano lì a guardare i ciclisti percorrere le stradine medievali del centro.
Panini e bicchieri di vino
E tra un passaggio e l’altro della corsa si riempivano i bar, i ristoranti e gli alimentari: Alessandro Chiarei del bar La Terrazza preparava caffè e serviva cordiali; Lorella Ferretti dell’omonima pasticceria cominciava a servire primi piatti già alle 11,30; Alessandra Burchi e Francesco Fallico de “Il grano e l’uva”, come gli altri negozi alimentari del centro, imbottiva panini che, accompagnati da un bicchiere di rosso, venivano consumati dagli spettatori lungo il percorso.
«Distanziatevi, vi prego»
«Abbiamo lavorato, ma non come l’anno scorso», confermano tutti. E non poteva essere altrimenti visto le regole dettate dalla pandemia. Non solo mascherine, ma anche rispetto del distanziamento sociale e divieto di assembramenti. Chi scrive non può non sottolineare che in alcuni casi non siano stati rispettati al 100%. Sempre chi scrive non può non osservare come la gran parte delle persone tentassero di rispettarli. Importante poi il ruolo dei volontari che continuavano a dire: «Per favore, allontanatevi l’uno dall’altro. Evitiamo assembramenti».
Applausi e arrivederci al 2021
Da questo punto di vista, il momento più critico è stato l’arrivo. Tra il pubblico si è visto qualche gomito a gomito, ma il fatto che non si sia verificato il solito accalcarsi di persone sotto il palco della premiazione è il segno di come certe precauzioni siano entrate nel modo di vivere delle persone. Così possono tirare un sospiro di sollievo il sindaco Renzo Macelloni (accompagnato dal collega di Pontedera Matteo Franconi) e gli organizzatori dell’Unione ciclistica pecciolese, il segretario Gianluca Merlini e il presidente Luca Di Sandro che commenta: «Abbiamo raggiunto l’obiettivo nonostante tutto». —
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