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Pontedera

OCCUPAZIONE 

Piaggio, l’obiettivo dell’Usb: «Assumere per le contrattiste»

Andreas Quirici
La manifestazione organizzata dall’Usb di fronte alla Piaggio a Pontedera
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La manifestazione organizzata dall’Usb di fronte alla Piaggio a Pontedera

Il sindacato chiede che vengano rispettati gli accordi tra azienda e ministero per le lavoratrici estromesse dalla fabbrica dopo oltre dieci anni di lavoro

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PONTEDERA. Turni già fatti fino al 31 ottobre. Un autunno così produttivo in Piaggio non si vedeva da anni. Ed è ora che i sindacati hanno intenzione di portare a casa qualche risultato in termini occupazionali.

Per ora siamo alle richieste d’incontro rivolte all’azienda (Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl in maniera unitaria e Usb in sede separata) e in attesa di una risposta da parte della dirigenza, vengono lanciati segnali pubblici. Come quello di ieri di fronte allo stabilimento di Pontedera da parte dell’Unione sindacale di base (l’Usb, appunto) che ha manifestato con i cosiddetti “contrattisti”.

«Lasciate a casa dopo dodici anni di lavoro, reintegro subito per tutti e tutte» c’era scritto in uno striscione firmato da Precari Piaggio in lotta dell’Usb. Il riferimento è alla decina di operaie che per oltre dieci anni hanno lavorato in Piaggio durante il periodo primaverile ed estivo, coincidente con il picco produttivo. Poi, per le misure introdotte dal Decreto dignità, che obbliga le imprese ad assumere a tempo indeterminato i contratti a termine che richiama al lavoro dopo un periodo di stop, sono state di fatto estromesse dalla fabbrica portandole a reclamare un posto in azienda, tanto da mettere in piedi proteste eclatanti, compresa l’occupazione del tetto di palazzo blu in viale Africa a Pontedera. «Le contrattiste storiche sono state al centro di un confronto tra Piaggio e il governo – dice la rappresentante dell’Usb, Alessandra Benvenuti – in cui sono state spese parole per trovare una soluzione. E crediamo che i tempi siano maturi per inserire anche loro in un piano di stabilizzazioni. Così come dovranno essere coinvolti lavoratori con contratto a termine che sono stati chiamati l’anno scorso e quelli di quest’anno».

Richieste che vanno nella direzione di un programma occupazionale tendente alla creazione di stabilità e ricambio tra i dipendenti che dovrebbero uscire dalla fabbrica con la procedura di mobilità che, anche quest’anno, dovrebbe essere attuata. Anche se le misure adottate dal governo dopo l’emergenza sanitaria legata al coronavirus rendono l’operazione più complessa.

In tutto questo c’è spazio anche per i circa sessanta part-time verticali che attendono di passare a contratti che prevedono il “tempo pieno”. «Anche la loro situazione dovrà rientrare in un confronto con l’azienda – riprende Benvenuti – perché Piaggio ha bisogno di lavoratori giovani, in special modo sulle linee di montaggio». —

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