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Frullano (Lega): «Il teatro in carcere è inopportuno»
Il candidato del Carroccio chiede che il denaro stanziato sia usato per migliorare le condizioni di lavoro degli agenti penitenziari
VOLTERRRA
«Opera gravemente inopportuna». Il candidato della Lega alle elezioni regionali di domenica e lunedì, Giovanni Frullano, definisce così il progetto per la realizzazione del teatro stabile in carcere.
«Ho seguito con molta attenzione le cronache circa l’imminente costruzione di un teatro stabile all’interno del carcere di Volterra – spiega il candidato – Apprendo che si tratterebbe addirittura di un investimento veramente consistente, finanziato con 1, 2 milioni di euro del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che prevederebbe la costruzione di una struttura da 200 posti. Il teatro stabile all’interno del carcere di Volterra sarebbe un’opera gravemente inopportuna perché distoglierebbe risorse essenziali che invece dovrebbero andare a migliorare le pessime condizioni di lavoro del personale amministrativo e di polizia penitenziaria».
Secondo Frullano, «il Ministro della giustizia di fatto non investe nulla per la manutenzione degli istituti di pena che diventano, anno dopo anno, sempre più fatiscenti e non si capisce con che logica si voglia costruire un teatro stabile all’interno della fortezza volterrana, spendendo una cifra enorme che andrebbe magari destinata alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio penitenziario».
Poi, l’esponente della Lega parla della polizia penitenziaria che, secondo lui, «ogni giorno opera in condizioni disumane per qualsiasi lavoratore, priva di mezzi e risorse. Ricevo fotografie da tutta Italia di agenti penitenziari feriti, picchiati, con gli occhi tumefatti e con la divisa lacera ed insanguinata. Per tutelare loro il ministro della giustizia dovrebbe investire, ma non certo spendere per un bizzarro teatro stabile all’interno di un carcere».
E poi l’attacco al ministro Alfonso Bonafede: «Pensi agli uomini e alle donne in divisa che lavorano nelle carceri. Si dimentichi di questo progetto di teatro stabile che sarebbe solo un grossolano monumento a tutte le ingiustizie cui è sottoposto ogni giorno il corpo della polizia penitenziaria». —
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