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Il giro d’Italia con le rombanti Harley fa tappa a Pontedera
Il sindaco Franconi ha ricevuto il gruppo impegnato in un tour autofinanziato per ragazzi con sindrome di down
PONTEDERA. Quando incontri le Harley Davidson pensi subito a uno stile di vita. Da una decina di giorni le affascinanti moto prodotte negli Usa sono protagoniste di un giro d’Italia molto speciale, la “Route21 Chromosome”. Una staffetta di motociclisti dal cuore d’oro accompagna ragazzi con la sindrome di Down in un giro di un mese, completamente autofinanziato, per le città italiane. Tutti possono partecipare offrendo dalla notte in albergo, alla donazione materiale. I ragazzi si alternano a staffetta.
L’iniziativa è promossa dall’associazione “Diversamente” di Verona, che si occupa di problemi legati alla disabilità e cerca di favorire l’inclusione del mondo della trisomia 21, sindrome di Down. Come farlo? Portando questi ragazzi alla scoperta del mondo. Ieri il gruppo che sta accompagnando Luca, alias Big House, si è fermato a Pontedera, dopo la visita alla Torre di Pisa. Qui è stato ricevuto dal sindaco, Matteo Franconi, per un saluto, alla presenza dei genitori del bambino con la sindrome di Down che è stato costretto a rinunciare al suo primo giorno di scuola per la mancanza dell’insegnante di sostegno. «La vostra presenza è significativa in una città come la nostra, dove il volontariato e le associazioni sono importanti in tanti settori», ha detto Franconi agli harleysti. Tra loro l’avvocato Claudia Marianelli di Buti e gli imprenditori Francesco Dal Canto di Ponsacco e Giovanni Niccolai di San Giovanni alla Vena, sempre pronti a dare un sostegno a chi è più debole. Una breve sosta, davanti al bar Mandarino, prima di prepararsi per la cena, organizzata per sostenere il giro d’Italia in moto, che si è svolta al Cigno Nero di Bientina. «Il nostro viaggio è nato, ormai alcuni anni fa, da una scommessa dopo che un mio amico disabile aveva espresso il desiderio di poter fare un giro in moto. Ora siamo qui e regaliamo un sogno a tanti ragazzi, senza chiedere nulla in cambio. Cerchiamo di non guardare alla disabilità, ma alla normalità che in questo caso è rappresentata dal mondo e dallo stile delle Harley», ha spiegato Gianpiero Papasodero, responsabile dell’associazione. Con grande orgoglio ha annunciato che il 23 settembre l’associazione con i suoi ragazzi disabili dovrebbe essere ricevuta in udienza da Papa Francesco. —
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