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domani sera 

Urbino Taccola, evento tra calcio e scrittura alla Casa del Popolo

Urbino Taccola, evento tra calcio e scrittura alla Casa del Popolo

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l’iniziativa

Festa per il calcio, per lo sport, per i suoi valori domani alle 21.15, nello spazio all’aperto della Casa del Popolo di Uliveto Terme, nel rispetto della normativa antiCovid(mascherina e distanziamento).

Sandro Cartei, ex calciatore dell’Urbino Taccola, presenterà il suo libro “Il mio migliore amico giochi”, edito da Sportitalia, in occasione della presentazione congiunta delle squadre dell’Urbino Taccola: la prima squadra, partecipante al campionato di Promozione regionale, e quella degli Juniores Elite, freschi di vittoria dello scorso campionato.

Una serata ricca di emozioni, una bella ripartenza dopo lo stop dovuto al Covid-19. Saranno presenti il sindaco, Matteo Ferrucci, oltre alla dirigenza della società e a tutti i suoi “quadri”. Menzione speciale merita la presenza di una vera colonna dell’Urbino Taccola, Mauro Borroni, ex calciatore, ex allenatore, che ha sempre svolto importanti mansioni per la società e per le squadre dell’Urbino Taccola con impegno, passione, dedizione, lealtà, spirito di squadra.

Tutti valori descritti con trasporto nel libro di Cartei. Un concentrato di testimonianze, sensazioni, vissuto, un inno alla bellezza del calcio nella sua “purezza” di luogo privilegiato di amicizie che non finiscono, di insegnamenti fondamentali per la vita fuori dal campo, di solidarietà e di legami importanti. «Un vecchio pallone di cuoio rattoppato, trovato per caso in un campetto parrocchiale – scrive Cartei – oggi un oggetto insignificante, ma per noi, figli di quella generazione nata negli anni Ottanta, aveva un significato indescrivibile. Ore, giornate, anni passati a dare calci a quel pallone fantasticando con la mente, immaginandomi chissà quale partita e chissà quale stadio. Poi ti accorgi che il tempo scorre veloce, diventi adulto, ma il tuo “migliore amico di giochi” ’è sempre lì, a fianco a te, insegnandoti le cose fondamentali della vita stessa: il sacrificio, la disciplina, il rispetto, il dolore (anche fisico), la gioia, il divertimento, la fortuna, la sfortuna. Ad appena 17 anni ebbi la fortuna di giocare titolare, fin da subito, in una squadra di una buona categoria a livello dilettantistico regionale. Poi il bivio: il calcio o la scuola? Il calcio o il lavoro? Scelsi la scuola e il lavoro, ma il mio migliore amico di giochi mi ha fatto sentire “calciatore vero” e mi ha sempre accompagnato come una lieve brezza, che mi dava sollievo e divertimento, durante le esperienze vere della vita». —



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