Il presidio
Fischi e cori cancellano la prima campanella È sciopero alla primaria
I genitori di una classe non fanno entrare i figli: «Aula inadeguata» Quelli di un’altra quinta sempre a Ponte a Egola chiamano i vigili del fuoco
SAN MINIATO
«I nostri figli non entrano». La prima campanella è stata accompagnata da uno “sciopero” alla scuola primaria di via Gioberti a Ponte a Egola. Dove l’anno scolastico si è aperto fra contestazioni, fischi e persino l’intervento dei vigili del fuoco, dopo che i genitori di due quinte della primaria dell’Istituto Comprensivo Buonarroti hanno voluto esprimere il loro disappunto per le soluzioni temporanee trovate da dirigenza Comune per i loro figli.
ERRORI E RITARDI
Una storia che comincia fra giugno e luglio, quando la scuola, nel riorganizzare gli spazi a seguito dell’emergenza, ha previsto per ben due volte delle ristrutturazioni poi naufragate alla “scoperta” di due pareti portanti. Intoppi che hanno portato, a pochissimi giorni dall’apertura, a soluzioni di comodo per garantire l’ingresso a scuola alle due classi: una ex aula di informatica riadattata per la 5ª C, un’altra aula dalle dimensioni ridotte per la 5ª B, che almeno per questa settimana dovrà essere divisa in gruppi alternando due ore al giorno con la mascherina ad altre ore all’aperto.
il piano b
Una soluzione tampone in vista dell’adattamento di un altro spazio, pronto secondo il Comune per la settimana prossima: un ex dormitorio dell’adiacente scuola dell’infanzia che necessita di lavori alla porta e nel giardino, dove serve un vialetto. Per le vacanze di Natale, poi, eventuali ulteriori lavori per l’abbattimento di una delle pareti portanti “incriminate”.
i ribelli
Stato di cose che non è andato bene ai genitori, che ieri mattina hanno inscenato due tipi di protesta: mentre quelli dell’aula “riadattata” hanno fatto entrare i figli e poi hanno chiamato i vigili del fuoco, gli altri, più agguerriti, hanno preferito presentarsi senza gli alunni, “salutando” i collaboratori scolastici intenti ad accogliere gli alunni con fischi e proteste e ammucchiando simbolicamente all'ingresso le cartelle dei propri figli. «Non si può mettere una quinta in giardino, questi bambini si devono preparare alla scuola media e hanno perso già sei mesi – dice un’arrabbiatissima mamma –. La scuola ed il Comune hanno avuto almeno tre mesi per organizzarsi». A niente sono valse le richieste di un incontro con il dirigente scolastico, mentre sul posto sono arrivati il sindaco Simone Giglioli, l’assessora alla scuola Giulia Profeti e la vicesindaca Elisa Montanelli.
IL SOPRALLUOGO
Nel mentre sono arrivati anche i vigili del fuoco, che hanno effettuato i rilievi riscontrando - secondo quanto è trapelato - la sostanziale idoneità dell’aula, salvo effettuare alcune osservazioni in merito alla porta d’accesso della ex-aula di informatica e ad alcuni armadietti lungo un corridoio. «Dopo la storia delle due pareti portanti risulta difficile fidarsi quando ci dicono che strutturalmente va tutto bene – dice un babbo – L’aula riadattata si trova su un piano rialzato a cui si accede da un ballatoio con la ringhiera bassa che sarebbe dovuta essere messa in sicurezza con del plexiglass che non c’è. Questi bimbi sono senza scala di emergenza, senza personale e bagno al piano».
i motivi
Una situazione critica quella della scuola in questione, con strutture e logistica in questi primi giorni messe sotto pressione anche dalla cronica mancanza di personale Ata, che verrà convocato dal provveditorato solo nei prossimi giorni. La mancanza di personale sarebbe alla base della diffidenza della scuola, espressa nei giorni scorsi, verso soluzioni che prevedessero spazi e sezioni distaccate altrove. «In una lettera di alcuni giorni fa la scuola evidenziava problemi tali da suggerire un’apertura posticipata della scuola – è l’accusa di alcuni genitori –. Si è voluti comunque andare avanti».
replica e contrattacco
Accuse a cui il sindaco ha risposto prontamente: «In quella lettera si parlava di problemi di sicurezza relativi specificatamente alla mancanza, ancora giorni fa, della segnaletica orizzontale anti-Covid in corridoio e aule. Un ritardo dovuto alla necessità, prima, di pulire. Una volta risolto questo, come abbiamo fatto, non c’erano le condizioni per posticipare. Sono giorni particolari in un momento storico inedito. Serve la collaborazione di tutti». Polemica invece dalle opposizioni, Di «superficialità e inadeguatezza» di soluzioni trovate «in fretta e furia» e senza «progettualità» o «condivisione delle scelte» parla la lista Cambiamenti. —
Nilo Di Modica
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