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I vecchi documenti e arredi del Monopolio diventano museo

nilo di modica
I vecchi documenti e arredi del Monopolio diventano museo

Nuovo percorso espositivo alla salina che ha riaperto al pubblico dopo il Covid Locatelli: «Questo è l’inizio, l’azienda ora cammina con le sue gambe»

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SALINE DI VOLTERRA

Affonda le radici nella storia almeno quanto nelle viscere della terra la salina volterrana, che ieri ha aperto i battenti sul nuovo percorso espositivo che la Locatelli ha voluto allestire nei locali della vecchia direzione del monopolio statale. Un’esperienza secolare espressa in un percorso nel quale si raccontano decenni, se non secoli, di attività della Salina. Una visita che è stata animata dalla presenza delle autorità, del sindaco Giacomo Santi e da numerosi membri della giunta, dal vescovo Alberto Silvani e dagli sbandieratori di Volterra, della sindaca di Pomarance, Ilaria Bacci e non solo: dai laboratori di manipolazione e scultura del sale dedicati ai bambini fino al cuore del gigantesco archivio della salina, con pezzi di epoca Leopoldina, solo parzialmente riaperto e ai numerosi attrezzi utilizzati nel tempo dentro la salina.

«Questo museo è solo l’inizio – ha detto il patron Giacomo Locatelli accogliendo i visitatori – Abbiamo preso questo stabilimento in difficoltà e lo abbiamo rimesso in carreggiata. Adesso si tratta di farne una fabbrica europea. Le aziende devono produrre reddito e questa non lo faceva. Lo stabilimento da tre anni va avanti con le sue gambe, ora servono infrastrutture e l’appoggio di tutto il territorio».

«Crediamo fermamente in questo territorio. La situazione 6 anni fa era disastrosa – ha detto il figlio Marco Locatelli – Avremo molte altre sorprese». Secondo il sindaco, «far ripartire attività come queste significa che anche dopo il Covid siamo di fronte ad una comunità che resiste ed è in ripresa. Un legame che viene da lontano non solo sul piano produttivo: il padiglione Nervi è da tempo palcoscenico per le opere teatrali. Il turismo sta tornando, tanto che qualcuno parla di miracolo Volterra. Quando nessuno vedeva la luce in fondo al tunnel a maggio Volterra si metteva a lavorare con tutti, anche con il consorzio turistico a cui la salina ha anche recentemente aderito. Non era facile pensare a che turismo ci sarebbe aspettato».

Il vescovo Silvani, invece, ha affermato che «Locatelli parla di un debito, una perdita, che è diventata una risorsa. Penso che stiamo finalmente arrivando ad una cultura che supera un certo assistenzialismo verso una cultura del rimboccarsi le mani. Non possiamo solo aspettare la manna dal cielo. In questo anche l’impresa privata ha un suo ruolo».

Presente anche l’assessore alle culture, Dario Danti, che ha ricordato come, anche sullo slancio della candidatura a Capitale della cultura, si stia lavorando per inserire l’ex manicomio e la sua storia, oltre a quella di di Oreste “Nof4” Nanetti e del suo graffito, nel polo museale volterrano.

A solleticare la curiosità dei presenti, prima del fascino del padiglione Nervi, una sorta di piccolo museo della storia della salina, con numerose foto d’epoca, scalpelli e utensili utilizzati nel corso della storia per l’estrazione del sale, ma anche atti contabili, io campionario dei sali e dei minerali che venivano e ancora oggi vengono utilizzati nell’estrazione. Vecchi uffici amministrativi del Monopolio che dopo tanti anni si sono nuovamente gremiti, più di quanto gli stessi organizzatori potevano immaginare: l’evento di ieri ha visto la prenotazione di 700 persone.

Come una grande clessidra che segna il tempo del lavoro, la cascata del sale a uso industriale del padiglione Nervi, ha concluso la visita insieme all’esibizione degli sbandieratori, prima di un passaggio obbligato all’emporio dove, da qualche tempo, fa bella vista di sé e non solo la nuova birra “Colossale” nata dalla collaborazione fra Locatelli ed il birrificio bergamasco Otus, che ha anche il sale volterrano fra i suoi ingredienti. –





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