Il Tirreno

Pontedera

La passione si fa arte 

Dario e Giovanna, una vita in coppia e sul palcoscenico

Paolo falconi
Dario e Giovanna, una vita in coppia e sul palcoscenico

Da sempre insieme Marconcini e Daddi hanno portato in alto il teatro popolare  Insieme a Bacci fondarono il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale  

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buti

Chi dice Dario Marconcini, “urla” teatro di sperimentazione. Chi dice Giovanna Daddi fa riferimento a una specie di musa che ha ispirato (lui dice da sempre) lo stesso Dario.

Dario Marconcini, attore e regista. Dopo essersi formato attraverso diverse esperienze come il teatro universitario di Pisa, ma ancor prima il teatro parrocchiale a Pontedera, con Angelo Susini, e poi il Teatro dei Fossi di Livorno e la Filodrammatica di Pontedera, negli anni Settanta fonda, sempre a Pontedera, il Piccolo Teatro in cui tiene anche corsi di recitazione. È il preludio alla fertile collaborazione con Roberto Bacci, con il quale fonda, è il 1974, il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera, un teatro alla ricerca di forme dimenticate come il teatro delle marionette napoletane.

Giovanna Daddi, attrice nei primi spettacoli del Piccolo Teatro di Pontedera (Frammenti, Macbeth, Arme e Santo). Lavora per due anni per la compagnia dei “Burattini del sole” con la quale realizza Turandot di Ferruccio Busoni (con una lunga tournée in Europa) e Pinocchio presentato in Italia in rassegne per teatro ragazzi. Ad aprile 2018 ha debuttato Quasi una vita con la regia di Roberto Bacci, e la drammaturgia di Stefano Geraci. Un lavoro che prende spunto dai ricordi di Dario Marconcini e Giovanna Daddi, una coppia nella vita, nell’intimità delle mura domestiche, così come nell’arte, sintetizza lo stesso Dario. Si conoscono da sempre, si frequentano fin da quando erano bimbi, stanno sul palco con quella complicità e quella intesa tipiche di chi si capisce al volo.

Il loro palco è quello del teatro Francesco di Bartolo di Buti di cui dal 1987 è direttore artistico e per il quale cura le stagioni, la rassegna “Piccoli fuochi” e le produzioni. Tra le sue regie ricordiamo (ma è soltanto un elenco ridotto): Scene da Peer Gynt (1989) da Henrik Ibsen con Luisa Pasello, Armando e Tommaso Carrara, Paola Casale e la Compagnia del Maggio di Buti; In Tauride (1991) da Euripide, Goethe, Fassbinder; Santa Oliva (1992), opera in Maggio; Madelon (1993) da Viaggio al termine della notte. E poi: Coco (2010), Sulla strada maestra di Anton Čechov (2011), Il Cammino (2012), Colpevoli Incolpevoli (2013) composto da due atti unici, Il Racconto della serva Zerlina di Hermann Broch e il terzo atto de Il mio amico Hitler di Yukio Mishima; nell’anno 2013 O mia poesia salvami per Alda Merini. A maggio 2014 Il Silenzio di Harold Pinter, ad aprile 2015 Voci di famiglia Pinter, a settembre 2015 Un Inferno. Ad aprile 2018 ha debuttato Quasi una vita con la regia di Roberto Bacci.

Al cinema è nel cast di tre film del regista Paolo Benvenuti, Confortorio (1992) e Tiburzi (1997), oltre a Puccini e la fanciulla (2008) e di tre film di Jean Marie Straub e Danièle Huillèt. Nel 2015 ha partecipato come interprete alle riprese del film Journal d'un disparu, per la regia di Joseph Rottner.

Insomma, per chi ancora non l’avesse capito un personaggio a tutto tondo, la cui passione per il teatro «risale all’età della pietra, a quando ero studente al classico e mi leggevo testi teatrali». Poi dovette anche “dividersi” fra il teatro e il lavoro nel settore dei tessuti e della moda in un negozio.

Oggi, 80 anni compiuti da poco, Dario Marconcini non ha perso il suo smalto, la sua ironia, tutta la sua voglia di conoscere e intensificare il rapporto con il teatro di tradizione, con il Maggio. «E continuo a lavorare, insieme a Giovanna, su testi poco conosciuti». —



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