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Botte in strada con i caschi come armi e partono pure dei colpi di pistola
Cinque i protagonisti identificati dai carabinieri che indagano per rissa. Due in fuga su una moto dopo gli spari
santa croce sull’arno
Chi si è affacciato alle finestre, tirato giù dal letto dalle urla in strada, ha pensato di assistere a una versione locale di “Gomorra”.
Un giovane vestito di scuro con il braccio destro teso che impugna una pistola puntata verso l’avversario: «Bastardo», «pezzo di m...a». Le grida di un delirio che ha trasformato il tratto di viale Di Vittorio in un ring in cui i combattenti si sono scambiati colpi proibiti usando un casco. E poi quella pistola che solo dopo qualche ora si è saputo essere caricata a salve.
La detonazione ha scosso il quartiere, nei pressi del palazzo davanti alla Coop, facendo temere chissà quale epilogo. Alla fine si è trattato di una rissa tra cinque giovani, uno dei quali minorenne, e gli altri da poco maggiorenni.
I carabinieri della Stazione di Santa Croce sull’Arno e i colleghi del nucleo investigativo della Compagnia di San Miniato, stanno cercando di ricostruire il contesto dell’episodio in cui nessuno si è ferito.
Per precauzione, dopo gli spari, i residenti non hanno chiamato solo i carabinieri. Nella strada della rissa sono arrivate anche tre ambulanze.
Sentiti dagli investigatori i ragazzi che si sono picchiati hanno minimizzato la portata dell’episodio.
Non hanno voluto chiarire l’effetto scatenante di una lite iniziata in un condominio, considerato complesso e problematico per la presenza di diverse famiglie dell’Est con un discreto carico di guai giudiziari.
I carabinieri indagano per rissa. Stando alla ricostruzione dei fatti, a cui mancano dei passaggi per la reticenza delle persone coinvolte, martedì sera due giovani, arrivati in scooter, avrebbero aggredito i tre amici in strada nei paraggi del condominio conosciuto come zona di spaccio.
La discussione con i tre coetanei parte subito con toni alti e violenti. Non solo verbali. Cosa abbia potuto provocare una reazione del genere è uno degli elementi su cui stanno lavorando gli investigatori.
Aver taciuto l’effetto scatenante fa supporre che la causa della lite abbia a che fare con situazioni illecite e, quindi, non riferibili a chi indaga. Di sicuro lo scontro passa dal condominio alla strada. Due contro tre. E una donna, in stato interessante, che prova senza riuscirci a fermare il gruppo scatenato.
La pistola puntata e lo sparo alzano il livello della rissa nella percezione dei residenti che si affacciano alle finestre. C’è chi gira un video. Scene di scontri tra bande con i due arrivati in scooter in fuga. Con la simulazione di chi si atteggia a gangster e tira fuori la pistola. Quella di martedì sera era un’arma finta usata per intimidire e sottomettere i nemici. Un apprendistato per il futuro. —
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