Il Tirreno

Pontedera

vittima della burocrazia 

Quell’attestato non è un diploma: fuori dalle graduatorie di bidella

P.fa.
Quell’attestato non è un diploma: fuori dalle graduatorie di bidella

2 MINUTI DI LETTURA





la storia

La voce è rotta dalla disperazione. E anche da singhiozzi vicini alle lacrime. La disperazione nel vedersi impotente è tanta in Tanya Valeriani, residente a Lari, da considerare doppia vittima: del post-Covid e della burocrazia.

«Mi sento discriminata e chiedo se è giusto che una ragazza di 31 anni si ritrovi senza lavoro. La colpa? Un attestato conseguito anni fa che non mi venne spiegato che non valeva come un diploma». L’attestato fu conseguito nel 2009 all’istituto del liceo socio-psico-pedagogico Eugenio Montale di Pontedera: «Ho fatto i 5 anni di scuola superiore». L’anno scorso, Tanya ha fatto domanda per essere ammessa nelle graduatorie per bidella nella scuola, dichiarando di essere in possesso di un titolo di scuola superiore.

Dalla felicità al dramma il passo è breve. Lo racconta Tanya: «Sono stata inserita nelle graduatorie e sono stata chiamata per una supplenza dal 19 al 22 febbraio scorsi. È venuto poi il Covid-19 e il 31 agosto scorso mi è arrivata un email dalla direzione della scuola di Lari in cui mi veniva comunicato l’esclusione dalle graduatorie perché il mio non era un diploma ma un attestato».

Mai che nessuno le avesse detto la differenza: «Ma per cosa sono andata a scuola 5 anni? Tanto valeva smettere dopo la terza media», si chiede amareggiata Tanya. Che nel frattempo ha parlato con la direzione scolastica di Lari e ha chiesto cosa potesse fare per essere riammessa in graduatoria. «Mi hanno spiegato che occorreva una dichiarazione dell’istituto Montale in cui si diceva che l’attestato da me conseguito era equivalente o equipollente a un titolo di studio di scuola superiore. Alla direzione, dopo aver spiegato che la dichiarazione mi serviva per essere riammessa nelle graduatorie per bidella nella scuola, me lo hanno negato perché secondo loro era fuorilegge».

A questo punto Tanya Valeriani è disoccupata: «E dire che sono stata apprezzata per il mio comportamento in quei quattro giorni di bidella dalle mie colleghe e dal personale della scuola primaria di Casciana Terme Lari “Torquato Cardellini”. Per di più convivo con un uomo che di recente ha avuto seri problemi di salute. Si ritrova con lo stipendio dimezzato e attende dall’Inps il riconoscimento della pensione di invalidità».

Insomma, le sciagure non vengono mai da sole. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera