Il Tirreno

Pontedera

la testimonianza dell’imitatore ponsacchino 

Pratelli: «Per me è una guida Cari palaiesi, vi mancherà»

a.b.
Pratelli: «Per me è una guida Cari palaiesi, vi mancherà»

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PALAIA

La loro amicizia è nata a Ponsacco, quando don Giuseppe Volpi era parroco in una realtà ben diversa da quella di Palaia. Un legame così stretto che David Pratelli, imitatore, attore e scrittore, ha deciso con la sua famiglia di seguire anche nel piccolo borgo quel parroco così speciale. «Non è un semplice legame tra sacerdote e parrocchiano il nostro, ma tra due persone che parlano di un po’ di tutto e hanno tanti interessi in comune – dice Pratelli –. Don Giuseppe ha saputo darmi le dritte giuste nei momenti in cui mi trovato ad affrontare situazioni di vita e rapporti con le persone. Non solo nella confessione, ma anche in dialoghi frequenti con un linguaggio moderno e in grado di essere sempre chiaro e diretto».

Pratelli era spesso alla messa del sabato a Palaia e spesso, a fine cerimonia, don Giuseppe gli chiedeva di fermarsi a parlare. «Lì per lì pensavo di aver commesso chissà quale peccato – dice scherzandoci su Pratelli –. Invece mi chiedeva dei consigli per fare la regia a degli spettacoli teatrali che organizzava con e per i ragazzi del paese. Le sue iniziative per Palaia, però, sono state tante. E i parrocchiani sentiranno sicuramente la sua mancanza».

Un prete vero, senza frasi scontate e vicino alla gente. «E un parroco che è sempre stato lontano dalla politica, altra cosa importante – dice ancora l’attore –. Lui, oltre a voler mettere in pratica il Vangelo, si batteva per la sua comunità. Si percepiva che le sue iniziative non erano per il suo tornaconto personale, ma sempre rivolte a una direzione di bene superiore». Venendo da Ponsacco don Giuseppe conosce bene anche il nuovo parroco di Palaia, Don Holin: «Un bravissimo prete e un bravissimo ragazzo. Palaia lo farà crescere molto, ma anche lui darà un contributo importante alla persone. Emana tanta positività e questo lo aiuterà, con il tempo, a proseguire il lavoro nel solco lasciato da don Giuseppe». —



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