Il Tirreno

Pontedera

il condominio con l’incubo focolaio 

«Dobbiamo stare in isolamento ma siamo abbandonati»

s.c.

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PONTEDERA

«Chi si prende cura di noi e delle nostre famiglie mentre siamo costretti a restare in isolamento fiduciario?». Lo chiede una delle inquiline del condominio interessato da un’ordinanza emessa dal sindaco Matteo Franconi per limitare il rischio di contagio da coronavirus nello stesso palazzo a cinque piani abitato soprattutto da famiglie di migranti. A protestare è una donna di 44 anni, nata in Romania e residente da 20 anni in Italia, risultata positiva al Covid-19 con la figlia di 15 anni. Sono due dei cinque casi riscontrati all’interno del condominio monitorato dall’Asl. «Ho letto che vengono le associazioni a portarci la spesa – dice la cittadina –, noi abitiamo al quarto piano e non abbiamo mai visto nessuno. Ci costringono a stare in casa e pensano che questo possa essere sufficiente. La polizia municipale è venuta nel condominio ma l’ordinanza è stata affissa alle porte senza alcuna spiegazione». Vista la situazione si impongono comportamenti prudenti. Avendo a che fare con persone che sono in isolamento fiduciario è stato deciso di notificare l’ordinanza senza mettere in contatto gli operatori con i cittadini. «Ci sono cinque casi nel condominio da quanto ne so – aggiunge la donna – hanno fatto altri tamponi e non conosciamo ancora l’esito. Nel frattempo voglio dire chiaramente che ci sentiamo abbandonati. La Misericordia porta la spesa a persone che già seguiva. E gli altri come devono fare per andare avanti?».

Gli abitanti del palazzo, già sabato mattina, quando hanno ricevuto il provvedimento, hanno cercato di mettersi in contatto con gli uffici comunali per saperne di più. «Non posso andare in banca a prendere i soldi per fare la spesa. Qualcuno dovrà portarcela. Ho chiesto aiuto a mia sorella ma non credo possa venire».

La situazione del condominio in cui abitano cinque famiglie è considerata a rischio rispetto allo sviluppo di un focolaio dell’infezione. «Il tampone lo hanno fatto ma non a tutti. Qualcuno non era in casa quando sono venuti gli operatori dell’Asl, era fuori, è tornato la sera». Il provvedimento del sindaco parla chiaro: devono stare in isolamento sia gli inquilini registrati all’anagrafe che quelli che vanno a dormire a casa degli amici nello stesso condominio. –



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