Il Tirreno

Pontedera

Non solo turismo lento Ora servono itinerari storico-artistici per ampliare l’offerta

Simone giglioli; sindaco di San Miniato; elisa montanelli; vicesindaca di san miniato

Il progetto di sviluppo del sindaco Giglioli e della vice Montanelli per rilanciare l’intero settore e attrarre nuove tipologie di visitatori 

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L’INTERVENTO

Tornare a parlare attivamente di turismo dopo l’emergenza sanitaria è il primo importante passo per affacciarsi con fiducia al futuro.

Quella di San Miniato è stata davvero “Un’altra estate”, una stagione diversa dal solito dove, per fortuna, non sono mancati segnali incoraggianti.

Gli itinerari classici di un paio di giorni, con visite al borgo e ai Musei cittadini, hanno subìto una inevitabile battuta d’arresto per quanto riguarda gli arrivi dall’estero, registrando invece un incremento del turismo locale e nazionale, mentre la via Francigena si conferma ancora la più attrattiva.

Con la caratteristica di essere un cammino all’aria aperta, ha conosciuto sì una flessione, ma le presenze ci sono state e i numeri sono buoni.

Il turismo lento sta diventando sempre di più un volano di crescita turistica ed economica per il territorio toscano, basti pensare anche al grande investimento compiuto nella realizzazione della Ciclopista dell’Arno.

In tanti, di qualsiasi età, scelgono vacanze “slow” alla riscoperta della viabilità storica, del contatto con la natura, di una mobilità “green” e sostenibile, perché i cammini sono considerati mete sicure, senza rischi per la salute, aspetti importanti soprattutto in questo momento.

Le chiusure serali estive del centro storico e delle frazioni più grandi hanno favorito un’affluenza che, da un lato ha restituito al tessuto commerciale cittadino un po’ di ossigeno, e dall’altro ha permesso a San Miniato di tornare ad essere vissuta e frequentata.

L’ambizione resta quella di riuscire ad attrarre anche altre tipologie di visitatori, e per farlo stiamo pensando ad itinerari costruiti “ad hoc” dove l’aspetto storico e culturale diventa predominante.

La nostra città, oltre ad essere conosciuta per le eccellenze eno-gastronomiche (prima su tutte il prezioso tartufo bianco), ha una densità di eventi storici e culturali che stanno suscitando sempre più interesse nei visitatori.

Pensiamo per esempio a Federico II, a Matilde di Canossa o a Napoleone Buonaparte, solo per citare alcuni tra i personaggi storici che hanno un legame documentato con San Miniato.

Occorre quindi mettere a sistema questo patrimonio, creando percorsi a tema all’interno di dimore storiche antiche cittadine (come ville o palazzi), oppure in aziende agricole o produttrici sparse sulle colline, da dedicare a gruppi ristretti di persone che possono così godere appieno dell’esperienza, sulla scia della filosofia dello “slow tourism”.

Sarà un modo diverso e nuovo di pensare il turismo e di vivere la visita sul territorio, una delle nuove strade che intendiamo percorrere per rilanciare l’intero settore.

Questo è reso possibile da iniziative come quella odierna, dove le peculiarità di un territorio ricco come il nostro, diventano le vere protagoniste, mostrando le eccellenze e permettendoci di ripartire proprio dalle nostre radici. —

Simone giglioli

sindaco di San Miniato

elisa montanelli

vicesindaca di san miniato



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