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La polemica 

Dai circoli Arci prima il sì, poi lo stop al centrodestra

s.c.
Dai circoli Arci prima il sì, poi lo stop al centrodestra

I presidenti che inizialmente avevano autorizzato i comizi  motivano il loro no alla richiesta del candidato leghista

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CASCINA

Il primo a dire che c’era un’anomalia nella richiesta del candidato di centrodestra, Leonardo Cosentini, che voleva organizza incontri elettorali nei circoli Arci dei paesi, che spesso sono anche gli unici bar aperti come succede a Laiano, è stato il candidato alla carica di sindaco per il centrosinistra Michelangelo Betti. «Che ci va a fare? Non è il contesto adatto...», è la sintesi dell’intervento che Betti aveva inviato ai giornali nel pomeriggio di martedì. Poche ore dopo l’Arci Pisa ha chiarito la linea. «Nessuno dei candidati della destra può svolgere i propri comizi nei nostri luoghi, in quanto portatori di una linea politica dichiaratamente in contrasto con i nostri valori statutari ed associativi».

Immediata la replica di Elena Meini, candidata per la Lega alle regionali e alle comunali di Cascina. «La storia si ripete. Come nel 2016, dopo altri quattro anni i circoli sono aperti a tutti gli altri candidati sindaco ma non a quello del centrodestra. Questa è la democrazia di sinistra. Vietato entrare a chi non la pensa come loro. Mi sembra di vivere un periodo storico che loro, come giusto, tanto ripudiano».

Per prima cosa si è cercato di capire se Cosentini aveva chiesto una sorta di autorizzazione a fare campagna elettorale nei circoli Arci. «I circoli che sono stati contattati dai miei collaboratori, che hanno fatto la programmazione degli eventi, avevano detto di sì. Poi hanno ricevuto l’ordine dall’alto, dal presidente provinciale, e hanno cambiato idea», conferma il candidato del centrodestra.

«È stata una mia mancanza – dice Maria Zanobini, presidente del circolo di San Prospero –. Effettivamente Cosentini aveva chiesto l’autorizzazione. Io non avevo capito bene di cosa si trattava. Noi come circolo non facciamo politica. Non ci saranno incontri nemmeno per altri candidati». Anche Alessandro Falaschi, presidente del circolo Arci di Laiano, spiega che c’è stato un fraintendimento: «Avevano chiesto l’autorizzazione a un consigliere, questo è anche l’unico punto di ritrovo per il paese, e abbiamo detto di sì. Ma poi ci abbiamo ripensato ed effettivamente sarebbe stato complesso. Avrei dovuto chiedere le tessere Arci ai partecipanti, sarebbe stato imbarazzante mandare indietro chi non l’aveva. Le idee del centrodestra, si sa, sono lontane dai nostri valori». –



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