Il presidio
«Anche noi siamo una start up simbolo di speranza e futuro»
Matteo Renzi al Polo tecnologico di Navacchio per i candidati di Italia Viva «Con il successo di Eugenio Giani avremo i soldi dell’Ue per la nostra sanità»
CASCINA
«Non è un caso che sia qui, un’antica fabbrica recuperata diventata sede di un incubatore di imprese, un luogo che unisce memoria ed innovazione. Anche Italia Viva è un po’ una start up. Non siamo i sovranisti che giocano sulla difensiva e sulla paura. Noi guardiamo al futuro e siamo una speranza. Siamo nati per questo». Così, nella sala riunioni del Polo tecnologico di Navacchio, alzando gli occhi e guardandosi intorno, Matteo Renzi si conquista l’applauso più sentito. Davanti ha i simpatizzanti del suo partito, ma soprattutto i candidati di Italia Viva al consiglio regionale e al consiglio comunale di Cascina.
Un incontro, due campagne elettorali che si intrecciano. Una a sostegno di Eugenio Giani, candidato governatore del centrosinistra, opposto alla candidata del centrodestra, la leghista (e cascinese) Susanna Ceccardi. L’altra a sostegno di Michelangelo Betti, candidato a sindaco del centrosinistra a Cascina, laddove la Ceccardi ha aperto quattro anni fa la breccia leghista in Toscana. «Cascina è stata la prima che abbiamo perso? Sarà la prima che riprendiamo», sorride Renzi, accompagnato dall’europarlamentare Nicola Danti, oltre che da Michele Passarelli Lio e Martina Guarnacci, coordinatori provinciali di Italia Viva.
L’Europa filo conduttore del suo intervento. Quella che ha permesso recupero e creazione del Polo di Navacchio. Ma anche quella che, per il leader di Italia Viva, dovrebbe fare la differenza nella competizione elettorale per la successione di Enrico Rossi a presidente della Regione. «La partita tra Giani e Ceccardi - dice l’ex premier - è importante, perché la leghista oggi è membro del Parlamento europeo al fianco di Marine Le Pen, sta quindi con il gruppo che vorrebbe distruggere l’Europa, contro Mes, Recovery Fund, tutte iniziative che noi consideriamo positive. Chi vuole la Toscana regione d’Europa vota Giani, chi la vuole sovranista ed anti europea vota Ceccardi. I 2 miliardi e 100 milioni del Mes per la Toscana la Ceccardi li prende se vince? No, perché sta con Salvini. Chi vota Ceccardi vota no a Mes, all’Europa ed a quei soldi per la nostra sanità».
Ancora sulla candidata leghista: «La Ceccardi cerca sempre lo scontro ideologico. Guardate la polemica sulla canzone Imagine: deve aver scambiato Lenin con Lennon. La sfida con Giani si gioca sui contenuti e noi siamo per i contenuti. Per non parlare dell’altra polemica, quella sull’antifascismo. Ceccardi, essere antifascisti non è un optional, ma un elemento costitutivo della nostra libertà e della nostra democrazia».
Ce n’è anche per il Movimento 5 Stelle (e di rimbalzo per il Pd): «Se ci fossero stati loro in coalizione, non ci saremmo stati noi. Un conto è il movimento nazionale per mandare a casa Salvini, perché consegnare la storia del riformismo ai giornalisti del Fatto quotidiano, come avviene in Liguria, è inaccettabile. Sono contento che qui non ci sia stato l’accordo». Le strategie sugli aeroporti toscani sono il punto numero uno di divisione con i pentastellati: «Pisa e Firenze dopo tanti anni hanno fatto un accordo sugli aeroporti, ma Il Movimento 5 Stelle vuole bloccare lo sviluppo. Ricordo che ora la società di gestione è unica: se vuoi le risorse economiche per Pisa ci devono essere le risorse economiche anche per Firenze, in modo da essere insieme più forti in Italia ed anche fuori dai confini nazionali. Queste divisioni tra guelfi e ghibellini rischiano di far saltare questo Paese». —
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