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Acqua e solidarietà Shalom dona mezzi da 300.000 euro con la maxi colletta
Presentata l’unità per realizzare pozzi in Burkina Faso Don Cristiani: «Noi li aiutiamo davvero a casa loro»
SAN TA CROCE
«La solidarietà è vera quando non la si fa solo a casa nostra». È con questo spirito «che più di ogni semplice parola» aiuta i poveri «a casa loro», che ieri il Movimento Shalom ha dato il via libera ad una nuova “unità di trivellazione”, l’ottava della sua storia, che raggiungerà le altre attualmente attive in uno dei paesi più poveri del mondo: il Burkina Faso.
Una grande operazione di beneficenza, ma anche di sinergia fra imprenditori, competenze, organizzazioni, che in questi mesi è riuscita ad unire le forze per mettere in piedi una manovra da circa 300mila euro, con l’acquisto di tre mezzi, di cui l’unità è composta: una trivella e due carri attrezzati, che andranno in aiuto della popolazione africana nella sua perenne corsa all’acqua, scavando pozzi. «Solo riconoscendoci come parte di un’unica comunità umana riusciremo ad andare oltre le differenze, sentendo sul di sé il peso delle ingiustizie – ha detto il vescovo di San Miniato, Andrea Migliavacca –. Avere sul territorio una realtà come Shalom è un dono, che anche oggi rende possibile un’incredibile incontro fra realtà diverse unite attorno a questo aiuto che supera i confini». Progetto animato come sempre dal Movimento fondato da don Andrea Cristiani, presente ieri alla benedizione dei mezzi insieme all’attuale presidente Vieri Martini, ma reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Aurora, di numerosi donatori privati e di Acque spa, rappresentata dal presidente Giuseppe Sardu.
Indispensabile poi la collaborazione della Sanminiatese Pozzi, ma anche del Gruppo Valiani, che si è occupato della riparazione e della revisione dei mezzi, usati e completamente rigenerati. Alla presentazione dei mezzi, avvenuta presso il Gruppo Valiani, anche vari sindaci dei comuni del Comprensorio, oltre al consigliere regionale Antonio Mazzeo.
Prezioso il lavoro dei tecnici, che come sempre in questi casi realizzano e muovono cavi, pompe e acciaio, dando concretezza a speranze e idee. «Sono 312 i pozzi scavati in questi anni dai mezzi che abbiamo portato laggiù – dice Martini –. L’escavazione di ogni pozzo ha un costo di circa 6mila euro e rappresenta la vita per interi villaggi». Mezzi, ma anche formazione: altro pezzo importante della cooperazione internazionale. «I mezzi mandati laggiù venti anni fa non si sono mai fermati, e ancora funzionano. Ma servono anche gli uomini che li sanno usare» dice con una punta d’orgoglio Luciano Campinoti della Sanminiatese Pozzi, il “signor Trivella”, come lo chiamano in Shalom, che tante volte è andato in Africa a fare formazione.
I mezzi partiranno concretamente alla volta del Burkina Faso a metà settembre, dopo uno scalo in Togo. «Solo così, attraverso l’educazione e lo sviluppo, si frena l’emigrazione delle popolazioni affamate – ha commentato don Cristiani –. Non può esistere una limitazione delle migrazioni se lasciamo popoli nella fame. Ciò che facciamo oggi significa davvero “aiutarli a casa loro”».
Soddisfatto anche Andrea Valiani, che facendo un bilancio del periodo Covid, che ha visto l’azienda rimanere aperta in quanto servizio essenziale, ha consegnato un assegno in favore della parrocchia di San Lorenzo a Santa Croce, frutto di una raccolta promossa in azienda nei mesi più duri. «Non abbiamo fatto un’ora di cassa integrazione e diamo lavoro a 63 persone, di cui l’80% a tempo indeterminato – ha aggiunto –. Abbiamo già un progetto attivo con il quale prendiamo giovani sotto i 30 anni provenienti dai paesi in via di sviluppo. Saremo sempre disponibili verso la cooperazione». —
Nilo Di Modica
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