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Lupi a dieci metri dalle case a Lajatico sbranate tre pecore Sos di Coldiretti

Lupi a dieci metri dalle case a Lajatico sbranate tre pecore Sos di Coldiretti

L’allevatore: «Non è la prima volta, mi sento in pericolo» Raid anche in Valdicecina, Coldiretti chiede aiuto ai sindaci

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lajatico

I lupi continuano a mettere a serio rischio gli allevamenti di pecore nei territori dell’Alta Valdera e della Valdicecina. Il presidente di Coldiretti Pisa Fabrizio Filippi ha prima incontrato Sergio Nencioni, allevatore di pecore massesi del Podere San Ascanio a San Giovanni a Lajatico, che da mesi sta subendo continue aggressioni. Poi ha avuto un colloquio anche con il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri, con cui ha condiviso la preoccupazione per il territorio, chiedendo il supporto dei Comuni della zona per trovare una soluzione che garantisca la sicurezza delle pecore e degli allevatori, considerando che negli ultimi anni gli assalti da parte di lupi o ibridi si sono moltiplicati, con danni enormi al settore.

L’ASSALTO

Due settimane fa quello che è sembrato un lupo si è avvicinato fino a dieci metri dall’abitazione dell’allevatore di San Giovanni, e lì ha colpito. Tre pecore sono rimaste uccise sull’aia, due sono disperse. Sergio Nencioni ha circa duecento pecore di razza massese, una razza protetta simbolo della biodiversità toscana. «Quelle rimaste – sottolinea Coldiretti – sono terrorizzate; dopo l’aggressione molte di loro hanno partorito un po’prima del tempo e tutte mostrano segni di stress». Il manto, il morso, il tipo di attacco fanno pensare a lupi e non ibridi: «Li ho anche avvistati con il binocolo – racconta Nencioni – ho visto una mamma con tre cuccioli. Mi sembra evidente che siamo di fronte a un branco».

ANCHE IN VALDICECINA

È la seconda volta quest’anno che le sue pecore vengono minacciate. La prima volta è successo a metà giugno e negli scorsi mesi, sottolinea ancora Coldiretti – ci sono stati attacchi anche in Alta Valdicecina, in particolare a Pomarance, presso l’allevamento dei fratelli Monni, che hanno perso quattro pecore, e a Volterra. «Io ho le recinzioni ma a giugno il gregge è stato attaccato al pascolo, mentre ero lì presente. Potrebbe succedere di nuovo e io potrei trovarmi solo con le pecore e un branco di lupi. Cosa mi potrebbe succedere? », si domanda l’allevatore, che non chiede indennizzi o risarcimenti ma piuttosto invoca provvedimenti efficaci per risolvere il problema. «Non ne ho mai ricevuti e non confido molto nel futuro. Però – puntualizza Sergio Nencioni – esigo soluzioni».

SOS AGLI ENTI

«Qualche equilibrio è saltato – dice il presidente di Coldiretti Pisa Fabrizio Filippi – e da più parti si domandano piani di contenimento e controllo. Siamo ancora in attesa del via libera del Piano di conservazione e gestione del lupo, che dovrebbe preservare la specie evitando conflitti con attività di allevamento. Attendiamo anche le risposte di Asl e Arpat, per capire meglio se siamo davvero di fronte a un branco o a ibridi cane-lupo. Intanto però le pecore continuano ad essere aggredite. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: se la protezione del lupo è d’interesse collettivo – aggiunge il presidente di Coldiretti Pisa – è necessario che l’intera collettività, e non solo il mondo agricolo, se ne faccia carico».

ALLEANZA COI SINDACI

L’obiettivo degli addetti ai lavori è trovare sponda nei municipi: «Abbiamo incontrato anche il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri – aggiunge Filippi – che si è detto pronto a attivarsi, anche con gli altri sindaci della zona, per sollecitare gli enti preposti a compiere azioni di dissuasione nei confronti di questi animali, con l’obbiettivo di allontanarli dai pascoli. Raccogliamo con piacere questa disponibilità – ha concluso Filippi – e la chiediamo anche a chi si candida per il prossimo governo della Regione, perché servono soluzioni durature». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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