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Pontedera

il caso 

«La memoria delle vittime non sostituisca la giustizia»

Martina Trivigno
«La memoria delle vittime non sostituisca la giustizia»

Sopravvissuti alla strage del Padule chiedono alla Regione di impegnarsi  per ottenere i risarcimenti: «Le nostre richieste rimaste senza risposta»

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FUCECCHIO

La loro è stata una vita a metà, mentre il dolore per le perdite e l’orrore a cui hanno assistito non sono mai riusciti a toglierselo dalla mente, nonostante il passare degli anni. Alcuni superstiti dell’Eccidio del Padule di Fucecchio lo hanno detto chiaramente, domenica scorsa, durante la cerimonia unitaria a Stabbia, nel comune di Cerreto Guidi, in ricordo delle 174 vittime (tutte civili), trucidate dall’esercito nazifascista il 23 agosto di 76 anni fa. Un dolore ancora vivo, sempre attuale, che merita soltanto rispetto, come fa notare il gruppo “Giustizia per le stragi e le deportazioni nazifasciste” , nato in rappresentanza di sopravvissuti e familiari delle vittime delle stragi. Che non ha gradito la notizia (diffusa nei giorni scorsi) della firma di un protocollo d’intesa tra la Regione Toscana e il Comune di Larciano per la nascita di un nuovo museo dedicato all’Eccidio del Padule nelle stanze del Centro visite della Riserva naturale di Castelmartini. Anche perché quello che, tra le altre cose, i superstiti vogliono mettere sotto la lente d’ingrandimento è lo stato d’incuria in cui versano proprio alcuni di quei monumenti nati per tenere vivo, nella memoria, ciò che accadde molti anni fa.

«In un territorio che nello spazio di pochi chilometri già ospita tre strutture museali dedicate in tutto o in parte all’Eccidio – sottolinea il gruppo – e mentre la quarta vedrebbe un progetto così consistente, vogliamo ricordare che fino a oggi le lapidi, i cippi e le altre testimonianze (anche “Lo Stupore”, lasciato per anni senza un restauro) sono spesso, tranne che a ridosso della ricorrenza, abbandonate all’incuria e, in alcuni casi, rese addirittura inaccessibili da catene di sbarramento, poste da privati».

«Il protocollo è stato siglato dall’ente larcianese con l’assessorato alla cultura della Regione, retto dalla vicepresidente Monica Barni che non ha dato alcun seguito agli impegni presi con noi nel 2019 – fa sapere il gruppo – C’è innanzitutto da chiedersi se si attingerà nuovamente al denaro della Germania, come già avvenuto per il restauro del monumento “Lo stupore” , sempre a Castelmartini, cosa che già abbiamo stigmatizzato a suo tempo».

«Da oltre un anno abbiamo chiesto alle istituzioni locali, e in particolare alla Regione Toscana, di aiutare i familiari delle vittime e i sopravvissuti di tutte le stragi nazifasciste a ottenere giustizia – prosegue il gruppo – Chiedevamo anche provvedimenti per alleviare le sofferenze di chi si è trovato a convivere con danni irreparabili, morali e materiali, per quella cieca violenza. E nel dicembre dello scorso anno, una nostra delegazione ha incontrato a Firenze la vicepresidente Barni, che ha promesso l’attivazione dell’ufficio legale della Regione per valutare la possibilità di fare causa alla Germania per i risarcimenti. Ma dalla Regione nessuno ha più risposto ai nostri numerosi solleciti».

E se da una parte il gruppo è ovviamente favorevole alla trasmissione della Memoria, dall’altra vuole denunciare «il suo uso strumentale, falsamente riparatorio e sostanzialmente sostitutivo della giustizia».

«In questo senso notiamo che, proprio sulla strage del Padule, mentre restano senza esito le nostre precise richieste, si dà spazio a un nuovo progetto sulla memoria – conclude il gruppo “Giustizia per le stragi e le deportazioni nazifasciste” – Questo dimostra che le attività della Regione sono proseguite: non è stata dunque l’emergenza sanitaria a impedire azioni di sostegno nei nostri confronti». –



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