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il caso 

«Le campane disturbano» La parrocchia rischia ora una sanzione da 2mila euro

Sabrina Chiellini
«Le campane disturbano» La parrocchia rischia ora una sanzione da 2mila euro

Secondo le rilevazioni di Arpat ci sarebbe uno sforamento di 5 decibel rispetto alla norma Il prete cerca di resistere  Attesa per cosa farà il Comune

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CASCINA

Battaglia legale e sanzioni in vista per fermare il battito delle campane della chiesa di Visignano a cui un cittadino vuole mettere il silenziatore, perché le ritiene troppo rumorose.

Da mesi padre Giovanni, giovane sacerdote indiano che da dieci anni guida la parrocchia di Titignano, di cui fa parte la chiesa dei santi Pietro e Giusto a Visignano, segue nel silenzio e con l’aiuto di un legale, la vicenda, iniziata prima dell’era Covid. Risalgono a settembre 2019, quando è stato presentato il primo esposto, le prime proteste di un residente della zona contro i rumori delle campane, che sono lì da chissà quanto tempo, in via Moggi, nel campanile accanto alla chiesa. Il cittadino, che ha preso in affitto una casa nella frazione di Cascina, chiede - il provvedimento è però imposto da Arpat - di abbassare il volume delle campane, a cominciare dalla mattina. Il parroco resta sconcertato. «Si comincia a fermare le campane di questa chiesa e poi succederà con altre...», si sarebbe confidato con alcuni parrocchiani.

Padre Giovanni decide di resistere. Mai nessuno si è lamentato dei rintocchi delle campane che segnano i tempi, le gioie e i dolori di una comunità.

Passano i mesi e il caso viene tenuto riservato. Intanto Arpat misura il volume delle campane, solleva dubbi sull’inquinamento acustico. Secondo le misurazioni dell’Agenzia regionale per l’ambiente il volume è di 5 decibel superiore al consentito. La vicenda arriva all’ufficio Ambiente del Comune di Cascina. Viene aperto un procedimento, come previsto dalla legge. Al parroco si ordina di abbassare la “musica”, oppure dovrà fermare le campane e pagare la sanzione. Tecnicamente viene chiesto un piano di bonifica ma la parrocchia non ottempera.

Padre Giovanni informa di ogni suo passo l’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, difendendo il suono del campanile e contestando le misurazioni di Arpat. Quest’ultima risponde “amen” e prosegue. Il Comune va avanti, all’orizzonte si profila la sanzione. Il tempo per definire il caso è scaduto a Ferragosto. È estate, ma nelle strade deserte il contenzioso sfugge al silenzio. Il prete alla messa dice che la parrocchia rischia di pagare duemila euro: ha inviato le sue “ragioni” al Comune. Il motivo tecnico è che il volume delle campane non si può abbassare. I paesani stentano a credere che si sia arrivati a questo punto. Nella terra dei campanili non è la prima volta che si assiste a “battaglie” per il rumore delle campane. Ora il Comune, dopo avere recepito le comunicazioni di Arpat, dovrà dire cosa fare. Il Covid ha rallentato la procedura e interrotto i termini, così spiegano. Al momento l’unica somma che gli uffici comunali chiedono è un contributo di 216 euro per le misurazioni e un piano per contenere i decibel dello scampanio. —



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