Il Tirreno

Pontedera

incidente a seravezza 

Paura per un sedicenne dopo un volo di 5 metri

Tiziano B. Galleni
Paura per un sedicenne dopo un volo di 5 metri

Il ragazzo di Pontedera voleva tuffarsi nelle pozze di Malbacco ma è scivolato ed è andato a sbattere contro le rocce

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PONTEDERA

L’ebrezza di un tuffo in una delle pozze della valle del Serra: mezzo metro più a destra o a sinistra e il rischio è di sbattere in una roccia, o atterrare dove l’acqua è meno bassa e il fondo è vicino. È questo senso di adrenalina che cercava il sedicenne di Pontedera che ieri è caduto da una sporgenza nel fiume vicino al Pozzo della Madonna. Stava per lanciarsi però è scivolato nel vuoto. A quanto pare a causa di un ciglio di terra, usato come trampolino, che ha ceduto sotto i suoi piedi. Così il ragazzo ha fatto un volo di circa 5 metri, ha picchiato nelle rocce e si è procurato contusioni alla testa e un trauma al dorso.

L’incidente è avvenuto alle 13.15. A quell’ora la zona del Pozzo della Madonna (che soprattutto i tanti che arrivano a Seravezza da fuori provincia e fuori Comune conoscono come Malbacco) era strapiena di gente. Nei fine settimana precedenti si sono toccate punte di circa 200 persone solo in quel punto. La caduta fatta dal ragazzo sedicenne, che era lì insieme alla sorella, è sembrata all’inizio molto grave, soprattutto per la dinamica. I primi a soccorrerlo, sono state le altre persone che erano a fare il bagno in quel posto. E poi intervenuta la Misericordia di Pietrasanta e l’automedica dell’Asl da Querceta. Che hanno trattato e immobilizzato il ferito, che non ha mai perso coscienza, e poi hanno atteso l’arrivo dell’elisoccorso Pegaso che ha prelevato il giovane con il verricello e trasferito con il codice rosso all’ospedale Versilia (come da prassi data la dinamica). Infatti, quella zona è molto impervia e non è facile trasportare il ferito in barella fino alla strada: ci sono circa 20 minuti di sentiero a piedi in condizioni normali. Una volta arrivato all’ospedale le condizione del ragazzo sono risultate non gravissime: ha riportato qualche contusione e forse qualche piccola frattura. Ma considerato il salto ha avuto fortuna.

«Non c’è stato bisogno di regolare traffico – ha spiegato il comandante Mauro Goduto – ma siamo intervenuti come supporto insieme ai vigili del fuoco. La pericolosità di quella zona la si conosce a prescindere da chi si tuffa dall’alto, così come il percorso di accesso al Pozzo della Madonna, e agli altri sentieri che scendono nel fiume Serra: ci sono alcuni tratti impervi, stretto e pericolosi. Purtroppo alcune persone non si accontentano della Pozza della Madonna, anche perché c’è pieno, e quindi, cercano altri luoghi introno e si espongono a rischi». Quest’anno è la prima volta che viene fatta richiesta di intervento dell’elisoccorso Pegaso, era successo un’altra volta nel 2019. —

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