Italia
Artieri alabastro compie 125 anni: nuove collezioni contro la crisi da Covid
Compleanno speciale per la cooperativa nata anche grazie al “Vate” La presidente: «Il coronavirus non ha bloccato la voglia di creare»
la ricorrenza
Era il 1908 quando Gabriele D’Annunzio coniò il termine “Artieri” durante la sua visita a Volterra. Le cronache dicono che rimase talmente affascinato dal lavoro degli artigiani del Colle etrusco da dedicare un epiteto particolare agli artisti dell’alabastro, e ancora oggi quel nome resiste al tempo e alla storia, orgoglio e identità di un mestiere unico al mondo. Compie 125 anni la società cooperativa Artieri alabastro, la più antica del territorio volterrano che rappresenta oggi 27 lavoratori dell’alabastro.
Nata nel 1895 come Società cooperativa industriale magazzino di lavori in alabastro, dopo la visita del “Vate” cambia denominazione, e la parola Artieri arriva fino a oggi con un carico di mestiere, sudore, sacrificio e tradizione che rappresentano un’intera comunità. Un anniversario che da una parte celebra una storia ultracentenaria, e che dall’altro deve fare i conti con un mercato tutt’altro che fiorente, a cui l’emergenza Covid ha assestato un altro duro colpo.
Ma gli alabastrai sono lavoratori che non mollano, abituati a lavorare un minerale tanto duro quanto plasmabile sanno adattarsi ai cambiamenti e a guardare al futuro, come spiega Silvia Provvedi, artigiana e presidente della società cooperativa Artieri alabastro: «Quella dell’alabastro è una tradizione longeva, un’arte unica che non deve rimanere piegata su se stessa, ma cercare formule innovative e nuovi canali per promuoversi e valorizzarsi».
In quest’ottica la Cooperativa presenterà a breve una nuova collezione di design. «È il frutto di una collaborazione con quattro giovani designer fiorentini che presenteremo nel corso di una fiera in programma a Napoli il prossimo ottobre – aggiunge la presidente –. Una nuova collezione per mettere in mostra l’alabastro e la sua lavorazione in una forma nuova e mai vista prima».
Un traguardo che rappresenta un po’ la festa di compleanno di questi 125 anni condizionati dal Covid. «In primavera avevamo in programma una serie di eventi per celebrare questo anniversario speciale – sottolinea Provvedi – e l’emergenza sanitaria ci ha bloccato, ma non ha fermato la nostra voglia di fare e creare nuove opportunità di lavoro e collaborazione, vorrà dire che festeggeremo a modo nostro».
Un messaggio di speranza e positività per rilanciare un settore che, come molti altri segmenti dell’artigianato, incontra difficoltà a trovare mercato, ma che grazie a tradizione e qualità è sempre in grado di ritagliarsi il proprio spazio. Dovrà riuscirci anche in un momento difficile come questo, dove la pandemia è arrivata a scalfire l’alabastro. «La maggior parte dei nostri prodotti è destinata al mercato estero e la domanda in questi mesi ha subito una brusca frenata – dice Provvedi – per non parlare dell’assenza di turismo dei mesi scorsi che per noi ha significato minori introiti. Ma nonostante le difficoltà non dobbiamo piangerci addosso. Ora più che mai è necessario trovare nuovi canali e nuovi mercati per promuovere quest’arte e i suoi prodotti apprezzati in tutto il mondo. Quello dell’alabastro è un mondo vivo e vegeto, e i 27 alabastrai che costituiscono la cooperativa Artieri sono l’espressione di una città e di un intero territorio che non si piega davanti alle difficoltà, ma che guarda avanti con fiducia e ottimismo». —
Lorenzo Lazzerini
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