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la sfida 

Una grande Unione da Cecina a Pontedera «Basta campanilismi»

È la proposta del sindaco di Volterra contro lo spopolamento Strade, mobilità e turismo le basi per politiche comuni

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VOLTERRA

Mentre si parla dell’uscita di Pontedera dall’Unione Valdera e a pochi giorni dalla fine dell’Unione Parco Alta Valdera, il sindaco di Volterra Giacomo Santi va controtendenza e propone un’Unione comunale di territorio da Cecina alla città della Vespa.

Il piano azzererebbe le divisioni in Valdera e Valdicecina e punterebbe a pianificare politiche di sviluppo contro lo spopolamento a cui, secondo Santi, è destinato l’entroterra. Un convincimento, quello del sindaco di Volterra, nato durante la stesura del dossier per la candidatura a Capitale italiana della cultura 2022.

«Assistiamo a un progressivo spopolamento delle aree interne, come nel nostro caso, a favore dei grandi centri urbani – ammette Santi –. In Toscana si stima che fra il 2020 e il 2050 avremo una riduzione di circa 200.000 abitanti dalle aree interne e montane. Lo spopolamento porterà a una diminuzione di servizi e lavoro». L’invito ai suoi colleghi, quindi, è di «cambiare modo di agire, di pensare e di porci. Abbiamo bisogno di un grande piano strategico che tenga conto delle singolarità dei vari comuni, per sviluppare strategie di rilancio territoriali». Un progetto per «andare in controtendenza a quello che sta già avvenendo».

Inevitabile parlare della «crisi sanitaria-economica collegata al Covid-19, che ha evidenziato come lo sviluppo economico/finanziario incentrato sui grandi agglomerati urbani possa dimostrare criticità. Serve «un sistema per valorizzare i centri intermedi». E, «questi ultimi devono essere capaci di uscire dalle singolarità e di proiettarsi all’esterno, ampliando le loro azioni attraverso politiche di area che comprendano tutti i settori possibili».

E quindi, il sindaco evoca «un nuovo sistema di viabilità che colleghi Volterra, attraverso una rete sicura e moderna, a Pisa e al suo aeroporto, a Livorno e alla costa» e «una mobilità leggera e ambientalmente sostenibile che colleghi tutto il territorio». Il rimedio è «rompere gli schemi amministrativi che delimitano i vari comuni del territorio». Poi cita altri due esempi: «La rete ospedaliera fra Volterra e Pontedera» e «l’asse ferroviario Cecina-Pontedera», aggiungendo anche «il comparto geotermico che rappresenta, insieme al suo indotto, la ricchezza principale di buona parte dell’Alta Valdicecina».

Parlando del turismo, Santi dice che «abbiamo bisogno di creare un territorio attrattivo che possa esprimere, da Pontedera a Cecina passando da Volterra, un’offerta culturale articolata e coordinata nell’ambito delle progettualità maturate durante la stesura del dossier di candidatura».

Per questo motivo serve collaborazione «per un’unica grande Unione comunale di territorio che non si limiti ad accorpare funzioni in gestione associata, ma che crei nuove opportunità per tutti. Lasciamo da parte i nostri campanilismi». E ancora: «Volterra è pronta per fare questo passo insieme a tutti i Comuni che vorranno condividere con noi questo nuovo percorso». —

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