Il Tirreno

Pontedera

L’incidente nei boschi  

Orentano in ansia per Riccardo il cacciatore ferito dal colpo partito dal suo fucile per un errore

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castelfranco

Resta ricoverato in prognosi riservata il cacciatore di 43 anni, residente a Lammari, Riccardo Nannini, rimasto gravemente ferito in seguito ad un incidente di caccia. I carabinieri di Santa Croce sull’Arno stanno ricostruendo la dinamica. Da quello che è stato spiegato dai militari della compagnia di San Miniato, si è trattato di un incidente avvenuto per un errore del cacciatore stesso che non aveva messo la sicura al fucile, rimasto carico anche quando era finita la caccia autorizzata regolarmente. Mentre in coppia tornavano dalla battuta, uno dei due, il 43enne, è caduto in un fossato. Accidentalmente gli è partito un colpo dal fucile che non aveva scaricato. L’uomo è rimasto ferito all’altezza del torace. Il colpo partito dall’arma da fuoco gli ha trapassato una spalla ma gli avrebbe anche causato gravissime lesioni ad alcuni organi. È stato l’amico, che aveva partecipato con un lui a una battuta di selezione al cinghiale, a dare l’allarme al 118. I carabinieri hanno sentito a lungo la versione del cacciatore che era insieme a Nannini, che abita a Lammari dove è molto conosciuto. Al momento, così è stato confermato anche ieri mattina dagli inquirenti, non ci sono i presupposti per pensare che l’uomo non si sia ferito da solo. Il 43enne sarebbe finito in un fossato e in questo modo dal fucile sarebbe partito il colpo che lo ha ferito in maniera molto grave. Il 118 lo ha prima soccorso nel bosco – è successo tra Staffoli e Galleno – e poi trasportato con l’eliambulanza a Cisanello dove è stato operato per cercare di fermare una grave emorragia. Ieri le sue condizioni erano ancora gravi ma stabili. I medici hanno spiegato ai familiari che dovranno passare alcune ore per valutare meglio la prognosi e le conseguenze. Grande la preoccupazione dei familiari, della moglie Daiana Monti e di chi conosce il cacciatore. La famiglia della moglie è molto conosciuta a Orentano.

I due uomini erano andati a caccia in maniera regolare anche se il calendario venatorio non prevede attività in questo periodo. I due si erano iscritti e registrati, come prevede la legge, per partecipare a una battuta di caccia volta al contenimento della presenza dei cinghiali. —

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