Il Tirreno

Pontedera

Il pirata era in macchina con 4 amici: «Sono fuggito perché ero sotto choc»

Anche gli altri giovani (tutti di vecchiano) rischiano la denuncia, il 21enne È ancora grave 

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CASTELFRANCO

Era appena uscito dal Seven Apples dove aveva trascorso la serata in compagnia di un gruppo di amici del paese. E a bordo della Opel Agila scura tutti e cinque – lui, due amici e due amiche – stavano tornando a Vecchiano. Poi, dopo poche centinaia di metri, l’incidente: l’auto che percorre il lungomare di Lido di Camaiore fino a superare la Bussola, l’impatto con la bicicletta, il ventunenne Romarjo Myhypa di Castelfranco di Sotto travolto che vola sull’asfalto, la fuga. Fotogrammi di una notte di divertimento che in un attimo si trasforma in dramma.

«L’ho visto solo all’ultimo istante», ha raccontato lo studente di 19 anni che era al volante dell’auto pirata quando insieme ai genitori è andato a costituirsi ai carabinieri: «Ero sotto choc, non sapevamo cosa fare. In più non pensavo che il giovane che avevamo investito si fosse fatto così tanto male».

Davanti ai carabinieri di Lido, lo studente si è detto pentito: «Già lungo la strada del ritorno avevamo pensato di tornare indietro. Ma la paura ha avuto il sopravvento». Poi, il giorno dopo, le prime notizie sulla gravità del giovane lo hanno gettato nello sconforto. E ai genitori – entrambi impiegati pubblici – ha raccontato in lacrime la bruttissima avventura. Sono stati proprio papà e mamma a convincerlo a costituirsi, accompagnandolo nella caserma dei carabinieri di Vecchiano e poi, su consiglio dei militari, in quella di Lido dove nel frattempo – grazie alle telecamere – era già stata individuata l’Opel Agila che aveva provocato l’incidente. Del caso si sta occupando il pm Sara Polino. Che ha denunciato il ragazzo per i lesioni personali colpose e omissione di soccorso. Non sarà invece possibile stabilire se si era messo alla guida in condizioni alterate. Le analisi – essendo passate molte ore – sarebbero inattendibili. «Ma io non ho bevuto», ha ripetuto più volte.

Da parte dei suoi genitori, poi, un pensiero anche a Romarjo, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Livorno: hanno anche manifestato la volontà di incontrare il padre e la madre del 21enne, per chiedere scusa per quanto accaduto martedì notte. Ora i guai potrebbero riguardare anche i 4 amici – tutti appena maggiorenni – che si trovavano a bordo dell’auto pirata, che rischiano la denuncia per omissione di soccorso e che potrebbero essere chiamati a deporre dai carabinieri. Anche se l’interrogatorio potrebbe essere rinviato ad un altro momento se – come pare quasi scontato – anche loro verranno indagati. –

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