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lorenzana, stasera l’ultima assemblea 

Niente volontari, pochi incassi il paese dice addio al circolo Arci

F.T.
Niente volontari, pochi incassi il paese dice addio al circolo Arci

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CRESPINA LORENZANA

Da domani la comunità di Lorenzana sarà un po’ più povera. Perché perderà il suo circolo Arci - per decenni uno dei cuori pulsanti del borgo - “condannato” dai cambiamenti della società e da un ricambio generazionale di clientela che non c’è. Stasera (ore 21) ospiterà ultima delle tre assemblee sull’argomento previste dallo statuto prima di sancire la chiusura definitiva, già avallata dalle prime due, di fronte a incassi quotidiani da poche decine di euro: «Lo gestivamo direttamente noi soci – spiega il presidente Aldo Luciani –. Ora la persona che stava dietro al bancone più di tutti gli altri non se la sente più di andare avanti: anche perché significa lavorare dodici ore al giorno, con incassi davvero ridotti per far fronte ad almeno 1. 200 euro al mese tra bollette e costi fissi». Una decisione maturata da mesi, con la pandemia che poi ha spazzato via anche gli ultimi dubbi. Il futuro, almeno nell’immediato, è segnato. Ma Luciani non si arrende: «L’immobile che ospita anche il locale è di proprietà della cooperativa Casa del Popolo. L’idea è di realizzarci tre appartamenti da destinare all’emergenza abitativa e trasformare il circolo in un centro di aggregazione per giovani o per anziani: insomma, vorremmo dargli comunque una funzione sociale ma con una gestione più snella. Abbiamo già avuto contatti con la Regione, per capire se c’è la possibilità di ottenere finanziamenti. Ma se ne riparlerà dopo le elezioni».

Il presente è segnato: «Dispiace tanto – spiega Luciani – il circolo Arci è stato un punto di riferimento per il paese». Ma ora non lo è più, per colpa di un mix di cause: «I giovani non ci vengono, una parte dei cittadini non ci mette piede perché lo identifica ancora come la sede dei comunisti; e poi i social tengono le persone in casa e il gioco delle carte è finito».

Sono lontani i tempi di feste e cene che garantivano incassi e sopravvivenza del circolo: «I tempi sono cambiati. L’unico aspetto che ci dà un po’ di sollievo è che proprio di recente ha riaperto il bar in paese. Sarebbe stato ancora più doloroso lasciare il centro storico senza un’attività del genere. Ma l’idea di chiudere fa comunque tanto male». —



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