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Installazione al parco Fiumi e un talk con gli spettatori
Agnese Spolverini è l’autrice della “tendostruttura” con coperte, cuscini e lenzuola raccolti dai cittadini e destinati alle persone senza dimora
VOLTERRA
“Tendostruttura per la separazione dei corpi ma non degli spiriti”. Si chiama così l’installazione cosiddetta partecipativa per il primo evento dell’associazione Coffe Break alla rassegna “Anti-social social park”, a cura dell’associazione di giovani studenti volterrani Vai Oltre. Il parco Fiumi è il luogo in cui si stanno susseguendo gli eventi e quello di oggi alle 19 si annuncia come molto particolare.
Agnese Spolverini è l’autrice dell’installazione specificamente ideata per il contesto del parco Fiumi. L’artista invita gli spettatori (per un numero massimo di due alla volta) ad abitare un piccolo ambiente appositamente costruito e ispirato ai “fortini” che i bambini realizzano come spazio ludico o come rifugio. La “tendostruttura” è realizzata con materiali di fortuna e ordinari, come cuscini, coperte e lenzuola raccolti direttamente dalla cittadinanza grazie ad una call pubblica e destinati, al termine dell’evento espositivo, ad essere donati ad un’associazione impegnata sul territorio nel sostegno alle persone senza fissa dimora.
L’evento si chiama “Lo posso fare anch’io - Contemporary party” e sarà caratterizzato da un talk con Spolverini, a cui parteciperanno gli spettatori, sulla genesi dell’installazione e il percorso concettuale che sta alla base della creazione. “Lo posso fare anch’io - Contemporary party” è un’iniziativa a cura di Coffee Break, progetto editoriale online co-fondato da Daniel Borselli, Martina Isernia e Federica Terone durante il lockdown per continuare a parlare, anche a distanza, di arte e cultura contemporanee. Attraverso una lunga serie di video-conversazioni informali con protagonisti del settore creativo (artisti, curatori, critici, designer, direttori di museo, progettisti, giornalisti, grafici, collezionisti e persino politici), Coffee Break ha cercato di trasformare il distanziamento fisico in un’opportunità per far conoscere più direttamente ad un pubblico più e meno esperto le persone e le realtà che ogni giorno contribuiscono ad animare la scena culturale della società. —
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