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Piaggio, 9 milioni di utile nonostante il Covid
Il Gruppo presieduto da Roberto Colaninno presenta il bilancio del periodo gennaio-giugno: "La difficile situazione contingente richiede fermezza e gestione pragmatica del futuro ma non possiamo fermarci"
PONTEDERA. Se si guardano gli indicatori del bilancio del primo semestre 2020 di Piaggio, comparato al periodo gennaio-giugno 2019, i "segni meno" si sprecano. Questo non è un anno qualsiasi. C’è l’impatto del coronavirus da considerare e vanno valutati a fondo gli effetti dello stop produttivo e commerciale subiti dall’azienda di Pontedera. Ecco, quindi che l’utile di 9 milioni (a investimenti pressoché costanti) collezionato nei primi sei mesi lascia intendere che, se si esclude il lockdown, la casa che fa parte del Gruppo presieduto da Roberto Colaninno si è mossa bene, seguendo la scia del segmento "due ruote" che a maggio ha perso il 10% rispetto all’anno scorso, mentre a giugno ha registrato un +40% comparato allo stesso periodo del 2019. E poi c’è la quota di mercato in Europa per gli scooter, di cui Piaggio resta leader col 24%. Altro dato che indica il buon andamento dai rivenditori dello stabilimento della Vespa.
NIENTE SENTIMENTALISMI
Il recupero del terreno perduto sta proseguendo, ma sarà a settembre, col bilancio del terzo trimestre dell’anno, che si potrà capire in che misura sarà stato assorbito l’urto di una pandemia che ha sconvolto il mondo alla vigilia del periodo di maggiori vendite per chi produce veicoli a due ruote. Anche perché, le multinazionali come Piaggio sono guidate dai numeri più che dai sentimenti. E se a fine anno il piatto della bilancia penderà troppo verso le perdite, sarà dura immaginare scenari positivi per lo stabilimento pontederese e i suoi dipendenti. Proprio per questi ultimi, una buona notizia è la conferma di proseguire col progetto del nuovo veicolo commerciale a quattro ruote (il Porter bis), ideato con il colosso cinese Foton, il cui assemblaggio avverrà nella fabbrica di viale Rinaldo Piaggio. A settembre ci sarà la revisione del reparto con la sostituite di linee per la nuova produzione.
L’INDIA AFFONDA LE QUATTRO RUOTE
I veicoli commerciali, d’altra parte, sono centrali per inquadrare il futuro di Piaggio tra 2020 e 2021. Se nei primi sei mesi le vendite di scooter e moto sono state di 163.000 unità con un -24,5% rispetto un anno fa, per i veicoli commerciali la perdita è più marcata: -55,2%. Ed è l’India l’indiziato tra i Paesi su cui punta Piaggio per acquisire quote in mercato messo sotto pressione, manco a farlo a posta, dalle continue ondate di coronavirus.
GUAI A FERMARSI
E si torna al Covid per descrivere un contesto difficile, come ha sottolineato Colaninno a margine della riunione del consiglio d’amministrazione: «Continuiamo a investire per migliorare la qualità e la tecnologia di tutti i prodotti. È chiaro che la difficile situazione contingente richiede fermezza e una gestione pragmatica del futuro ma non possiamo fermarci perché questo è anche un momento di eccezionale effervescenza culturale e scientifica che non potrà che trasformare e, di conseguenza, riorganizzare la mobilità di domani. Si tratta, adesso, di cogliere questa interessante opportunità».
RESILIENZA
E sul futuro la nota dell’azienda spiega che «nonostante la fase acuta del virus Covid-19 abbia avuto il suo picco nel secondo trimestre del 2020, e per alcuni mercati gli effetti negativi non siano ad oggi completamente venuti meno a causa di lockdown localizzati ancora in essere, i risultati al 30 giugno dimostrano in modo chiaro ed efficace la capacità di resilienza e di incisività del Gruppo Piaggio nella risposta alla crisi che ha colpito l’economia mondiale». E fare previsioni «resta comunque complesso», perché molto dipenderà «dall’evoluzione della pandemia e dagli effetti nei prossimi mesi delle misure pubbliche nel frattempo implementate e da implementare nei paesi in cui il Gruppo è presente».
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