«Più volontari e tanta solidarietà Santa Croce ha un cuore grande»
Pubblica Assistenza, il presidente ringrazia i cittadini per gli aiuti durante la pandemia «Tanti momenti difficili e un equipaggio in quarantena ma ci siamo sentiti coccolati»
SANTA CROCE
Durante la fase più critica dell’emergenza si sono ritrovati in prima linea, a bordo di quelle ambulanze le cui sirene quando si accendevano facevano presagire la presenza del temutissimo coronavirus.
Ma, grazie anche al cuore della gente del luogo, è stato possibile vivere questi 3 mesi quasi con serenità, consci che quell’impegno gravoso veniva ripagato continuamente dall’affetto e dalla vicinanza della popolazione. Alla Pubblica Assistenza di Santa Croce – Ponte a Egola – Staffoli, addirittura, sono aumentati anche i volontari; sembra assurdo, perché salire su un’ambulanza vestiti come nel film “Virus letale” con Dustin Hoffman non è esattamente una prospettiva simpatica. Eppure, come racconta il presidente Marco Comparini, è andata così: «I nostri volontari e i nostri dipendenti non si sono mai tirati indietro: ci sono stati anche momenti non semplici, perché una squadra è dovuta andare in quarantena perché venuta in contatto con un paziente positivo. Ma ciò che ci ha aiutato veramente in questi mesi è stato l’affetto della nostra gente. Una sera avevamo finito i guanti e abbiamo fatto un appello su Facebook per reperirli: la mattina dopo ce ne sono stati donati 1000. C’è chi portava da mangiare, chi un dolce e chi dispositivi fondamentali come le mascherine, che erano introvabili. E poi chi voleva donare il sangue, chi andare a fare la spesa per le persone in quarantena: ci siamo sentiti coccolati». La Pubblica, da par suo, aveva messo a disposizione una volontaria che rispondeva ai più svariati quesiti (anche semplicemente indirizzando al medico di famiglia). Poi è successo che i volontari sono aumentati di numero (toccando quota 90): si sono avvicinati addirittura dei giovanissimi che appena compiuto il 16° anno di età entreranno nell’associazione: «Venire a prestare servizio – continua Comparini – era anche un modo per scappare dalla “prigionia” imposta dalla quarantena, aggiungendoci pure un fine altruistico. Fortunatamente e grazie al rispetto dei protocolli nessun volontario e nessun dipendente si è contagiato, pur dovendo fare servizi delicati come spostare i pazienti infetti della Rsa di Gambassi«. Ora, seconda ondata permettendo, la Pubblica guarda al futuro: «Abbiamo approvato il bilancio 2019 – prosegue Comparini – in positivo, consci che quello del 2020 risentirà di tutti i servizi che non abbiamo potuto svolgere in quanto interamente dedicati all’emergenza. Però abbiamo anche investito, ad esempio installando un impianto fotovoltaico sul tetto che ci permetterà di dimezzare la bolletta della luce e che nel giro di 5 anni verrà ammortizzato. Speriamo di ripartire presto anche col nostro progetto dedicato ai ragazzi disabili che praticano nuoto alla piscina intercomunale; per non farli sentire soli, stiamo preparando delle iniziative ulteriori, come l’ippoterapia e piccole gite fuori porta. E poi vorremmo portare l’associazione nelle scuole: il nostro futuro passa dai giovani». —
marco sabia
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