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ripresa tra troppe ombre e poche luci 

Piaggio isola felice nella crisi pisana

Pietro Mattonai
Piaggio isola felice nella crisi pisana

Videconferenza alla Cgil sulla situazione economica Nella fabbrica di Pontedera assunzioni a termine in vista

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Pisa

La crisi economica da Covid-19 non ha risparmiato la Provincia di Pisa. Non è certo una novità, né una sorpresa. Ma quali sono gli ambiti più colpiti dall’emergenza sanitaria? A fare il punto ci ha pensato la Cgil di Pisa, con un confronto organizzato nella giornata di ieri e durante il quale sono stati individuati i settori più in difficoltà: turismo, manifatturiero, moda ed export. Sono questi, infatti, quelli che fanno registrare le performance più negative.

I NUMERI

«L’economia è debole e lo sarà per lungo tempo – esordisce Mauro Fuso, segretario generale della Cgil di Pisa – secondo alcune stime, il Pil tornerà ai livelli del 2019 soltanto alla fine del 2021». Una previsione non certo ottimistica, ma crudelmente realistica che, purtroppo, non sembra poter essere smentita nel futuro prossimo. «Finché ci sarà l’emergenza – continua – ci potrà essere una riapertura, ma non una ripresa: occorre tutelare chi ha perso il reddito, mettere in campo misure per le imprese, bloccare i licenziamenti ed evitare la delocalizzazione delle aziende». I numeri, in Provincia, parlano chiaro. «La situazione di Pisa e Provincia è peggiore rispetto a quella del periodo successivo alla crisi del 2008 – spiega Fuso – in totale, sono stati circa 40mila le persone che hanno usufruito di qualche ammortizzatore sociale, mentre sono stati erogati 30mila bonus da 600 euro». Per quanto riguarda la cassa integrazione, invece, la crescita percentuale è addirittura a quattro cifre. «Ad aprile, le domande di cassa integrazione sono aumentate di oltre il 2250% – specifica – la crescita percentuale più alta in tutta la Toscana».

TURISMO E PIAGGIO

In affanno anche il turismo, colpito duramente dal divieto di spostamenti dall’estero e dall’impossibilità, per il turismo domestico, di colmare il vuoto lasciato dai visitatori stranieri. «In passato abbiamo fatto un grande sforzo per mettere a sistema il turismo su tutto il territorio provinciale grazie a “Terre di Pisa” – dice Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio di Pisa – il lockdown, però, ha bloccato il settore e ci ha tolto sicurezze: basti pensare che nelle ultime due settimane l’aeroporto di Pisa ha trasportato 56mila persone, praticamente nulla per gli standard precedenti». Anche in questo caso sono i numeri a parlare. «A Pisa risulta aperto il 40% delle strutture ricettive – interviene Matteo Taccola, funzionario della Filcams Cgil – sul litorale, la situazione è leggermente migliore: a luglio e agosto, si parla del 60-70%». Una nota positiva - e in controtendenza - arriva invece dalla Piaggio, dove presto si dovrebbero avere anche delle assunzioni. «I contratti a termine sono stati prorogati – dice Marco Comparini, segretario della Fiom – inoltre, a settembre saranno assunti nuovi lavoratori».

SCUOLA

All’orizzonte, poi, la ripresa della scuola, con tutte le problematiche che la Provincia e il presidente Massimiliano Angori hanno affrontato anche sul villaggio scolastico di Pontedera. «In Valdera non abbiamo immobili pubblici – dice – faremo quindi una ricerca di mercato per trovare spazi e garantire la didattica in presenza soprattutto per gli alunni delle scuole elementari e di quelle secondarie di primo e secondo grado». —

Pietro Mattonai

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