Mamma e figli in trasferta per rubare nei cimiteri
fucecchio
Era diventato un caso anche politico in città, con richieste, anche dalla stessa maggioranza, di misure di protezione dei cimiteri, e in particolare di quello di Lammari (Capannori), negli ultimi tempi al centro di una vera e propria razzia di arredi sacri. A mettere (si spera) la parola fine alla vicenda ci hanno pensato i carabinieri, che hanno sgominato un’insolita banda, colta sul fatto. Una banda di famiglia, visto che a compiere le razzie erano due fratelli, di 44 e 46 anni, italiani e residenti Fucecchio, entrambi arrestati. Così come è stata arrestata anche la loro mamma: nelle “missioni”, infatti, i due spesso si portavano dietro anche la madre, di 75 anni, che a volte restava fuori dal cimitero a controllare la situazione (in sostanza a fare da palo), oppure si muoveva all’interno, come una persona andata a trovare i propri defunti, cercando di distrarre eventuali altri visitatori. Ma lunedì pomeriggio (perché i due fratelli agivano alla luce del giorno, approfittando dei cancelli aperti, e scegliendo i momenti in cui – come un assolato lunedì pomeriggio appunto – in cui è più improbabile incontrare qualcuno al cimitero) i carabinieri li hanno praticamente beccati sul fatto. I due erano nel cimitero che presentava i segni dell’ennesimo passaggio di ladri, con le tombe svuotate di arredi in metallo, ma anche di elementi in marmo. Arredi che sono stati trovati nel bagagliaio dell’auto, intestata a uno dei due, che si trovava lì vicino.
A quel punto è scattato l’arresto in flagranza di reato, ma l’operazione non è finita qui. Dalla successiva perquisizione nell’abitazione dei fratelli sono spuntati altri arredi funebri, soprattutto in rame e ottone, ritenuti frutto di precedenti colpi. Oggetti probabilmente destinati al mercato dei metalli da riciclare e/o a quello dell’oggettistica. Anche sulla scorta di questa scoperta ci sono pochi dubbi sul fatto che si tratti degli autori dei colpi che, nei giorni precedenti hanno interessato lo stesso cimitero, sollevando le polemiche dette all’inizio, oltre allo sdegno per il senso di profanazione che accompagna. Ma le indagini non si fermeranno qui, adesso restano ancora molti altri aspetti da chiarire. —
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