Il presidio
Addio a Franco, l'uomo che parava la Sla col sorriso
È morto l’ex portiere del Fucecchio calcio degli anni Settanta.Il 68enne era insegnante di ginnastica. Nel 2018 il raduno benefico in suo onore
FUCECCHIO. Per ben 12 anni ha parato ogni tiro della “bastarda”, quella sclerosi laterale amiotrofica che gli era stata diagnostica nel 2008, all’età di 57 anni.
Franco Lucchesi, storico portiere del Fucecchio calcio (e non solo) e professore di educazione fisica a Fucecchio, Empoli e San Miniato, si è spento sabato nella sua casa di Fucecchio, a 69 anni ancora da compiere. A portarlo via dall’affetto della moglie Manuela, della figlia Giuditta e di tutti coloro che lo amavano è stata la “bastarda”, come l’aveva ribattezzata l’ex attaccante di Fiorentina e Milan, Stefano Borgonovo, morto nel 2013 proprio a causa della stessa malattia.
Ma Franco, anche senza i guantoni per tantissimi anni ha continuato a parare i colpi bassi della Sla, la malattia senza terapia che ha colpito e ucciso tanti calciatori (famosi e non). Lucchesi parava i colpi della Sla col sorriso, come raccontano i suoi amici; perché anche se dentro di sé sapeva di essere lo sfortunato protagonista di un conto alla rovescia, non mancava mai di dare sostegno agli altri, di fare il massimo nonostante il suo corpo stesse diventando una gabbia, una prigione.
Era uno degli esponenti della generazione calcistica cresciuta negli anni 60-70: la formazione Lucchesi, Picchi, Marchi, Giannoni, Barontini, Gasparri, Mori, Raugei, Della Santina, Mus, Boldrini a Fucecchio se la ricordano ancora in tanti, anche se non vinse il campionato di Prima categoria in cui militava. E all’epoca sopra la Prima c’era il semiprofessionismo, a differenza di oggi. Altri tempi, davvero.
Franco crebbe alla scuola calcistica del compianto Umberto Galli, fu allenato anche da Renzo Ulivieri a Fucecchio, giocò a Poggibonsi e a Cappiano, per poi da “vecchietto” diventare attaccante (alla Stefano Sorrentino, insomma) negli amatori del Bar Lotti.
E contemporaneamente lavorava, da rappresentante e da professore di educazione fisica. Un pensiero commosso glielo ha dedicato l’ex compagno di squadra - e amico - Sergio Gasparri: «La bontà di Franco era qualcosa di unico: anche se non stava bene e lo sapeva, era lui a farci forza. Aveva una serenità interiore incredibile, sapeva cogliere il positivo ovunque. Quando giocavamo nello spogliatoio era il primo a sostenerci, a dirci che avremmo vinto; e poi è stato sicuramente il più forte portiere fucecchiese di sempre. È stato un privilegio crescere e giocare con lui: quello che ha rappresentato per noi è impagabile».
Per l’ex portiere di calcio, due anni fa si mosse anche il mondo del Palio, visto che fu devoluto il ricavato di quell’edizione del torneo di calcetto ad Aisla Firenze (su iniziativa dei suoi ex compagni di squadra, presenti alla serata di consegna dell’assegno).
Il funerale di Franco Lucchesi sarà celebrato lunedì alle 15 nella chiesa di Santa Maria delle Vedute (a due passi da piazza Montanelli).
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