Ingressi contingentati sfruttando più accessi: ecco la scuola anti-Covid
I dirigenti sono al lavoro studiando gli spazi a disposizione. «Con i protocolli che dovremo far rispettare ci vuole più personale»
volterra
Tempo di misurazioni, calcoli e progetti per le scuole in vista dell'apertura del 14 settembre. Un appuntamento al quale gli edifici dovranno farsi trovare pronti alle inedite condizioni dettate dal Covid-19, con la necessità di rispettare contingentazioni ma soprattutto distanze di sicurezza di un metro fra gli alunni. Situazione certo non facile in tempi di accorpamento di classi, ma alle quali anche in Valdicecina si sta facendo fronte in questi giorni. «La scuola che siamo costretti a pensare non è quella alla quale siamo abituati – dice la dirigente del “Carducci” Nadia Tani, che riunisce tutti i licei volterrani –. Stiamo ultimando la verifica degli spazi per sistemare tutte le classi. Lo faremo garantendo la lezione in presenza a tutti gli studenti, con un ingresso a scuola la mattina contingentato ma veloce, simultaneo, sfruttando tutte le entrate. Servirà però un nuovo patto di corresponsabilità fra tutti i soggetti coinvolti: personale della scuola, docenti, studenti, famiglie».
Alle scuole di tutto il Paese, alcuni giorni fa, sono arrivati i primi finanziamenti dal governo per eventuali opere di muratura da coordinare con Province e comuni. Opere che al momento, anche a causa della situazione fluida con cui vengono somministrate le linee guida, sono al vaglio un po' in tutti gli edifici delle scuole, fra muri da sfondare e ambienti da unire. «Misuriamo le distanze fra i banchi e facciamo il possibile, ma avremmo gradito una maggiore chiarezza da parte del ministero – dice Ester Balducci, dirigente del “Niccolini” –. Piantine alla mano, avremo forse qualche problema su una classe, che se venisse confermata così com'è, fra studenti, docenti di sostegno e in cattedra, vedrebbe un totale di 37 persone insieme. Dovremo sicuramente fare spostamenti interni ma se la mattina un ragazzo avrà la febbre, ci sono dei protocolli che far rispettare sarà possibile solo con un forte aumento del personale. Per non parlare della necessità di far recuperare i ragazzi, in certi casi promossi giocoforza con debiti a molte materie». Altro nodo tutto da vagliare sarà quello del trasporto. «Al momento, gli operatori del trasporto pubblico ci stanno facendo capire che implementare le corse è oltre la loro portata – continua Balducci –. Se, come credo, saremo in grado di garantire l'ingresso la mattina a tutti nello stesso momento, l'unico problema da risolvere è l'utilizzo a pieno carico dei bus. Ma è una decisione che deve prendere la Regione». Più complicata la partita nei gradi inferiori d'istruzione. «La situazione più difficile è alla materna, per la quale le linee guida sono più vaghe – denuncia Paolo Bianchi, dirigente del Tabarrini di Pomarance –. Per garantire il servizio in presenza serviranno dei lavori e li stiamo predisponendo, ma abbiamo assoluto bisogno di personale. Ogni decisione, poi, dovrà essere presa insieme ai Comuni». — n.d.m.
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