Il Tirreno

Pontedera

l’imprenditore giambra e il processo al sindaco 

«Sul caso di via Rospicciano non c’è uno sfondo politico»

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ponsacco

Giuseppe Giambra, parte civile nel processo per diffamazione a carico del sindaco Francesca Brogi, ci ha inviato una lunga nota per spiegare le sue ragioni dopo l’articolo de Il Tirreno del 23 giugno in attesa della sentenza prevista nelle prossime settimane .

«I signori Turini (ex assessore, ndr) e Cicarelli (ex sindaco, ndr) sono stati chiamati a rendere la propria testimonianza dall’imputata Francesca Brogi per fatti che non sono relativi all’oggetto dell’imputazione. L’ex sindaco Cicarelli alle domande rivolte dal mio legale ha confermato che la sentenza 11/2013 emessa dal Tar della Toscana il 10 gennaio 2013 a favore della Futura Immobiliare srl è passata in giudicato, perché la giunta ha condiviso i motivi della sentenza e non è stato proposto ricorso in appello dinanzi il Consiglio di Stato da parte dell’amministrazione locale. L’assoluzione cui fate riferimento si fonda sul presupposto, clamorosamente sbagliato, che la sentenza del Tar Toscana sopra richiamata fosse ancora sub judice; ricordo che pende appello avanti la Corte d’Appello di Firenze. Il sottoscritto ha depositato l’atto di appello avverso la sentenza penale di proscioglimento di Alessandro Cicarelli, Alberto Turini, Antonio D’Auria, Mauro Benigni e Bruno Nardini ed è stata fissata l’udienza per il giorno 2 febbraio 2021». In questo atto, è sempre la posizione espressa da Giambra, «si rivelano le prove dell’errore contenuto nella sentenza di primo grado. Nell’articolo veniva poi aggiunto che “il contesto era quello di una contrapposizione politica a centro del quale l’immobile di via Rospicciano e il suo costruttore erano parte attiva”. Ma non esiste nessun contesto politico al centro della vicenda, men che meno che io fossi parte attiva».

Giambra sottolinea la sua incensuratezza. «Opero nel settore delle costruzioni e non mi occupo di politica – scrive –. Ho operato come imprenditore e le valutazioni dell’affare sono state solo di convenienza economica. La politica in questo affare non c’entra assolutamente niente. Nello stesso articolo si afferma che l’effetto scatenante fu una dichiarazione della signora Brogi, che nel confronto con altro candidato sindaco rispose che era il suo interlocutore che difendeva un’impresa che, fra le altre cose, aveva avuto guai sia legali che con il fisco. Ho reagito alla frase di Brogi con una querela per diffamazione. La signora Brogi era perfettamente consapevole che il Comune di Ponsacco aveva violato il contratto di convenzione e che la sentenza era passata in giudicato, per di più sapeva che all’ex sindaco Cicarelli era stato notificato fin dall’anno 2013 la chiusura delle indagini con richiesta di rinvio a giudizio. Perciò nel 2014, al momento in cui ha proferito quelle frasi conosceva perfettamente lo stato di diritto dei rapporto contrattuali e giuridici tra la Futura Immobiliare srl e il Comune di Ponsacco». Pertanto, afferma Giambra, «è improprio l’accostamento politico riguardante i rapporti tra me e i funzionari del Comune di Ponsacco che hanno riguardato solamente rapporti di natura commerciale. Lo sviluppo susseguente ha riguardato fatti esclusivamente di natura giudiziaria che sono tutt’oggi in corso e si prevede che lo saranno ancora per diverso tempo». —



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