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Il sogno di Cristiano Masi: ricostruire la comunità partendo dalle periferie

Il sogno di Cristiano Masi: ricostruire la comunità partendo dalle periferie

Debutto pubblico, sabato sera, per il candidato sindaco  di “CascinaOltre” in occasione di una cena organizzata a Casciavola 

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Debutto pubblico, sabato sera, per il candidato sindaco Cristiano Masi, protagonista, a Casciavola, della cena di presentazione della lista “CascinaOltre”.

«L'entusiasmo e la voglia di cambiare Cascina, superando il disgraziato governo leghista, saranno – hanno promesso i promotori della lista – il faro della campagna elettorale».

Masi, il quale vive a San Prospero, ha 38 anni, ha tre figlie ed è sposato con Giulia. «Da quindici anni – ha spiegato – gestisco una cooperativa del territorio che si occupa di progetti di circo sociale, clown dottori in ospedale e inclusione dei più deboli nella società. Ho sempre lavorato con tranquillità, cercando di impegnarmi nelle mie attività, portando avanti i valori della mia cooperativa, senza mai attaccare nessuno. Non è un mistero per nessuno che sono sempre stato di sinistra. E quindi, tra i vari obiettivi che la Lega a Cascina ha preso di mira, ci sono anch’io. Senza soffermarmi sulle vicende in sé, che tutti conoscono, voglio solo dire che in quella situazione avevo due possibilità: subire e cercare una alternativa, oppure oppormi con tutte le mie possibilità. Credo che sia sempre la cosa migliore lottare per le proprie idee, per la libertà e per la giustizia, e così ho fatto. E durante questa lotta ho trovato tanti sostenitori, tanti compagni, tante persone che, al di là della loro appartenenza, hanno deciso di lottare insieme a me. E che mi hanno aiutato a smascherare quell’idea che la Lega fosse imbattibile, che bisognasse rassegnarsi in attesa di nuove elezioni. E invece no, la Lega e la destra si possono combattere ogni giorno, mostrando apertamente i soprusi, gli errori, smontandone i pregiudizi. In quei mesi ho capito che non c’è da avere paura della Lega. Alcuni sventolano la Lega come il vero problema, ma io penso che la Lega non è un problema in sé. E, infatti, io non ho paura della Lega, ma ho paura di una città senza nessun futuro. Ho paura di una Cascina in cui ci rassegniamo allo status quo. Non ho paura della destra. Ho paura di una città che non ha più alcuna identità, senza mai niente da fare, senza nessuno svago, senza socialità».

Masi non ha nemmeno paura degli immigrati. «Ho paura invece – ha sottolineato – della mancanza di lavoro e prospettive di tante persone che abitano qui, e ancora di più adesso che ci colpirà una grave crisi. Ho paura di un posto dove chiudono negozi e nessuno si preoccupa dei lavoratori lasciati in strada. Ho paura che la città in cui vivo non sarà ospitale per le mie figlie. Ho paura che se continuiamo così in questa città le mie figlie non vorrò farcele crescere. Di questo ho paura. E sono paure concrete. Ma la paura non mi può bloccare, non ci può bloccare. La paura ci sprona a sognare un mondo diverso, una città diversa, un futuro diverso».

Il candidato sindaco di “CascinaOltre” sogna quindi di cambiare la città. «Sogno – ha affermato Cristiano Masi – che i nostri punti di forza, le nostre ricchezze, le nostre risorse, siano apprezzate da tutti noi e da chi viene da fuori, senza che niente e nessuno venga lasciato indietro. Sogno di ricostruire la comunità di Cascina, sogno che i posti più sperduti e più periferici del comune tornino ad essere centrali: penso a Latignano, all’Arnaccio, a Ripoli, alla Golena. Nessuno dovrà combattere contro alluvioni o discariche in strada. Sarà bello tornare a sorridere, come facevamo un tempo, e come faremo, sicuramente, domani. Io ci credo». —



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