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Via libera dai soci al bilancio della BpLaj che chiude con un utile di 2,6 milioni
L’istituto: «Si tratta del miglior risultato degli ultimi 10 anni». La raccolta diretta cresce fino a toccare 768 milioni
LAJATICO. Nella giornata di venerdì 3 luglio l’assemblea dei soci della Banca popolare di Lajatico ha approvato il bilancio dell’esercizio 2019. Per la prima volta nella storia della banca l’assemblea si è tenuta senza la presenza fisica dei soci in osservanza delle norme emanate a seguito dell’emergenza sanitaria. I soci hanno potuto quindi esprimere il loro voto sui diversi argomenti all’ordine del giorno esclusivamente attraverso una delega conferita al “Rappresentante designato”, che è una figura super partes, già prevista per le società quotate, che per via legislativa è stata resa utilizzabile anche per le altre società caratterizzate da una vasta base sociale (i soci di BpLaj sono quasi 7.000). La Banca aveva designato a tale funzione il professor avvocato Gaetano Caputi, che, fra gli altri prestigiosi incarichi ricoperti, è stato direttore generale della Consob dal 2011 al 2015.
Il bilancio al 31 dicembre 2019 chiude con un utile netto di 2,6 milioni di euro (+68,7%), che rappresenta il migliore risultato degli ultimi 10 anni. I dati inoltre confermano il positivo trend di crescita della massa amministrata, un ulteriore progresso dei livelli di patrimonializzazione e una riduzione della rischiosità del portafoglio crediti che consentono alla banca di confermarsi nelle posizioni di vertice delle classifiche di sistema per solidità e affidabilità.
Nel dettaglio, la raccolta diretta dalla clientela ordinaria ha toccato il nuovo livello massimo mai raggiunto dalla banca (768 milioni, +6,8%), mentre nell’ambito della raccolta indiretta (in crescita dell’1,3% a 465,8 milioni), è stato realizzato un forte incremento della componente “gestita” (+17,6%), anche grazie allo sviluppo delle polizze assicurative. Gli impieghi alla clientela ordinaria sono cresciuti del 3,7% a 619,9 milioni, confermando il sostegno della banca alle famiglie e delle piccole e medie imprese del territorio. L’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale degli impieghi si è ridotta al 10,6% (6,1% a livello netto), con un rapporto sofferenze nette su impieghi netti sceso dal 3,1% al 2,5%, un livello degli accantonamenti complessivi stabile (45,9%) e un sensibile rafforzamento del grado di copertura delle inadempienze probabili, passato dal 25,4% di fine 2018 al 37%.
Sotto il profilo economico il margine di interesse si è collocato a 14,983 milioni (15,268 milioni nel 2018), con una diminuzione annua dell’1,9% dovuta all’andamento congiunturale dello spread. Significativi progressi sono stati ottenuti nell’espansione dei ricavi netti da servizi (6,922 milioni, +11,2%), sostenuti dall’incremento sia delle commissioni nette generate dai servizi bancari tradizionali sia di quelle riferite al collocamento di prodotti e servizi di terzi; ciò consente inoltre di rafforzare la redditività senza incidere sulle attività ponderate di rischio e gli indicatori patrimoniali.
I costi operativi hanno registrato un aumento del 3,3%, concentrato sulle spese del personale (9,176 milioni, +4,8%), mentre le altre spese amministrative hanno mostrato un incremento marginale (8,922 milioni, +1%). Il risultato lordo di gestione, per effetto dei positivi progressi prima commentati, ha segnato un forte incremento, passando da 2,120 milioni del bilancio 2018 a 4,419 milioni (+108,5%).
L’utile netto dell’esercizio - dopo aver dedotto 1,8 milioni al servizio della fiscalità - si colloca a 2,602 milioni, con un sensibile progresso rispetto al 2018 (+68,7%), incrementando al 3,7% la redditività netta rispetto alla consistenza del patrimonio (Roe). —
NIENTE DIVIDENDO
In relazione alla proposta di destinazione dell’utile il consiglio di amministrazione ha deliberato di allinearsi alla “raccomandazione” emanata dalla Banca d’Italia il 27 marzo 2020, con la quale è stato espressamente raccomandato alle banche di astenersi dal pagamento di dividendi, almeno fino alla data del 1° ottobre 2020. Il tutto con l’obiettivo di preservare in via prioritaria la capacità di sostenere l’economia nel contesto di grande incertezza causata dalla pandemia Covid-19.
SALVADORI CONFERMATO AD
Nel ruolo di amministratore delegato è stato confermato Daniele Salvadori. Il patrimonio netto della banca al 31 dicembre 2019 ammonta a 73,1 milioni (+10,0% annuo), con un Cet 1 Ratio e un Tier 1 Ratio del 14,54% - superiori in misura significativa alle soglie di vigilanza e ai requisiti minimi assegnati dalla Banca d’Italia - e un Total Capital Ratio pari al 15,47% (14,69% a fine 2018).
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