Il Tirreno

Pontedera

soccorsi complicati a un quarantenne 

Escursionista precipita per 20 metri sul Serra salvo per miracolo

Pietro Barghigiani Tommaso Silvi

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BUTI

Un miracolato. La sequenza di eventi che ha scritto una cronaca a lieto fine non può che essere attribuita a un fato benevolo verso quell’escursionista 40enne soccorso e salvato dopo un volo di una ventina di metri sulla via Ferrata sul Monte Serra a Buti.

Valeriano Di Stefano, origini catanesi, ma residenza a Livorno, era da solo ieri poco prima delle 11 quando una roccia ha ceduto provocando la caduta dell’uomo. La buona stella ha voluto che una ventina di metri più avanti ci fossero due escursionisti altoatesini, uno dei quali di professione infermiere, che hanno prima sentito e poi visto quello che era accaduto. Il posto in cui Di Stefano è precipitato è famoso per un isolamento assoluto. Non ci passa nessuno, o quasi. Ieri il destino ha voluto accompagnare, a sua insaputa, l’escursione del 40enne siciliano con quella dei due amici dell’Alto Adige. Una presenza provvidenziale la loro. Al resto ci hanno pensato le équipe del Soccorso Alpino di Lucca, i soccorritori del 118 e i vigili del fuoco del Saf (speleo alpino fluviale).

Una volta dato l’allarme e fornita la posizione della persona da trarre in salvo - “solo” la frattura di una gamba - si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Un’ambulanza ha atteso le operazioni di recupero, anche se poi è stato l’elisoccorso Pegaso a trasferire Di Stefano a Cisanello in codice giallo. Era finito in mezzo a una fitta vegetazione dopo aver perso l’equilibrio per la caduta di un masso. Quella è una zona più che impervia e isolata, laterale rispetto ai percorsi canonici seguiti dagli appassionati del trekking. Impossibile procedere via terra.

L’elicottero del 118 Pegaso 3 con il tecnico del soccorso alpino e il medico si è diretto sull’obiettivo. In parallelo i vigili del fuoco nella boscaglia hanno liberato il 40enne dagli arbusti e permesso al soccorso aereo di procedere al recupero attraverso il verricello a cui Di Stefano è stato legato per il trasporto sull’elicottero.

A guardare la scena dell’incidente l’escursionista può davvero ringraziare la sorte.

«La sua fortuna è stata la presenza di altre persone sul percorso, dal momento che questa via è isolata e marginale rispetto ai classici itinerari alpinistici» confidano i soccorritori. —

Pietro Barghigiani

Tommaso Silvi



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