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Pontedera

SAN MINIATO

Dai fornelli al banco, lo chef Gilberto Rossi apre gastronomia e bar in centro

Nilo Di Modica
Lo staff dello chef Gilberto Rossi nel ristorante Pepenero di San Miniato
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Lo staff dello chef Gilberto Rossi nel ristorante Pepenero di San Miniato

Dopo la bottega, sabato toccherà al locale di piazza Duomo. Il “maestro” del ristorante Pepenero: «Durante il lockdown ho capito che era ora di scommettere»

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SAN MINIATO. Si chiama “Tèra”, ovverosia “terra”, nel dialetto di quel mondo, il Veneto, da cui Gilberto Rossi fece le sue prime mosse prima di approdare in toscana. Un nome che evoca il passato ma che in realtà sa di ripartenza, di futuro dopo i mesi della pandemia e della crisi, quella che il famoso chef del “Pepenero” ha scelto per nominare la primissima apertura “post-Covid” a San Miniato: una gastronomia, bottega ed enoteca di altissima qualità, che da alcuni giorni ha aperto i battenti in via IV Novembre.

E che non sarà nemmeno l’unica, dato che a giorni, sempre sotto la sua ala, prenderà il via anche il bar dell’Hotel Miravalle. «Un’idea partorita in pieno lockdown – racconta – lavorando di notte, pensando a come sfruttare questo fondo e pensando già a quando il momento peggiore sarebbe passato».

Decisione presa alla faccia delle tante incognite di quel momento. «Le paure di quella fase mi hanno spronato a inventarmi qualcosa – continua Rossi –. Nessuno sapeva come sarebbe andata a finire. Eppure guardandomi attorno mi son detto che era il momento di scommettere. Con me, in quel momento, avevo in tutto sei dipendenti fissi, persone che nella maggior parte dei casi hanno lavorato con me per anni e anni. Non potevo rischiare». Di qui l’idea di buttarsi. «Non ho voluto coinvolgere nemmeno il ristorante, l’azienda. È una cosa che ho fatto con i miei risparmi – spiega – andando a prendere i mobili e montandomeli, scegliendo prodotti, allestimenti. Tutto. Sito compreso». Un dettaglio non da poco quello di sbarcare online, su “terasanminiato.it” , dato che nel prossimo futuro il cibo passerà anche da lì. «La bottega sta andando benissimo. Tutte le mattine ci sono io dietro al bancone, per studiare i gusti delle persone, le attitudini – dice lo chef –. Ho voluto fare qualcosa di diverso, di qualità, ma che si tenesse su prezzi popolari. Da noi si trovano prodotti di prima scelta, da tutta Italia. Prodotti tipici, biologici, regionali. La prima risposta è stata ottima. Il sito successivamente sarà implementato: presto si potrà ordinare e pagare on line. Il futuro è a domicilio». Uno sguardo al futuro oltre la crisi testimoniato anche dall’ultima opera del maestro e pittore sanminiatese Gianfranco Giannoni. «Rappresenta un Pinocchio con la mascherina molto originale – commenta –. Il naso rompe la maschera. Era un bel messaggio, l’ho voluto in bella mostra in bottega». Intanto, però, riparte il ristorante. E da sabato prossimo si spalancano le porte del bar. «Quella di piazza del Duomo sarà una cosa di servizio, per la comunità sanminiatese – precisa –. Stiamo approntando i lavori per il ristorante, pochi giorni fa abbiamo ottenuto i permessi per allestirlo. Era ed è presto. Ma lasciare una così bella piazza senza il bar, con tutte le iniziative estive, il Dramma e il resto, non ci sembrava giusto. Quindi abbiamo deciso di aprire intanto il bar al minimo. Poche ore, la sera, senza movida. Solo qualche cocktail, caffè. È comunque un nuovo inizio». Alla fine, poi, i dipendenti non sono bastati? «Esattamente, con il ristorante che è subito ripartito bene, la bottega ed il bar, stiamo sistemando anche i collaboratori, finiremo per assumere qualcuno. Il Covid in fondo ha solo dimostrato in maniera più marcata una regola che ha sempre avuto valore. La ristorazione, come il commercio, stavano mutando da molto, e lo faranno ancora. Il mondo cambia e per andare avanti si deve fare altrettanto». —

Nilo Di Modica .

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