Nuova centrale in stallo Rossi lascia la decisione al suo successore
La Regione, alle prese col coronavirus, non si è pronunciata Ma il comitato non si fida: «Ne abbiamo viste tante...»
CASTELNUOVO VALDICECINA
«Nessuna novità sull’approvazione della centrale geotermica. Rossi non ne ha accennato», dice l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni. «Si aspetta l’approvazione delle aree non idonee da parte del consiglio regionale», aggiunge l’ufficio stampa della giunta. Della serie: campa cavallo che... la centrale cresce. Risultato: è tutto fermo. Novità zero. Lo tsunami targato coronavirus ha fermato anche le decisioni politiche. L’approvazione della centrale geotermica a Montecastelli Pisano è congelata, rimandata a data da destinarsi. Non si sa quando se ne parlerà. Anzi. In giunta regionale non se ne parla proprio. Evidentemente l’esecutivo guidato da Enrico Rossi, che ha il compito di dare l’ultima parola sulla realizzazione dell’impianto, si sta preoccupando d’altro. I primi di marzo l’ondata maledetta del coronavirus si è abbattuta anche sulla Toscana. Rossi era impegnato a far fronte all’emergenza sanitaria. Altro che centrali geotermiche. Altro che via libera all’impianto di Montecastelli. I problemi erano altri.
Ora però che l’emergenza sanitaria pare agli sgoccioli e c’è più spazio per decidere sulle questioni rimaste in sospeso, la giunta regionale può finalmente decidere e può dare il là definitivo alla costruzione della centrale. E invece pare che dalle stanze della Regione non si sia nemmeno deciso di non decidere. Così la patata bollente di Montecastelli rischia di passare alla giunta successiva.
Forse sarà chiamato a decidere il prossimo presidente di Regione, che sia Eugenio Giani o Susanna Ceccardi lo vedremo nelle urne.
Una cosa è certa però. L’estate scorsa c’è stata una “strana” ricognizione a Montecastelli. Un gruppo di tecnici “invase” le proprietà private pare senza autorizzazioni. Dice che venivano per il progetto Geco. Dice che dovevano controllare la sismicità della zona. Qualcuno li cacciò. Altri lasciarono fare. Dentro il progetto c’è anche l’Università di Firenze. Ma il Comitato Montecastelli Viva pensa che fosse solo una scusa per la realizzazione della centrale e commenta: «Ne abbiamo viste di tutti i colori. Noi rimaniamo sul chi va là». I chi va là furono lanciati all’assemblea dei sessanta il 12 gennaio scorso nei locali dell’associazione Il Poggio. Il coronavirus non si sapeva manco che cosa fosse. Sembrano passati cent’anni. Ma i tre sindaci presenti – Alberto Ferrini per Castelnuovo Valdicecina, Piero Pii per Casole d’Elsa e Francesco Guarguaglini per Radicondoli – erano tutti per il no alla centrale. Fu tastato il terreno anche sul ricorso al Tar attraverso lo studio legale dell’avvocato Michele Greco. Ma servivano migliaia di euro. E, qualora la giunta Rossi approvasse il via libera alla centrale prima di togliere le tende, non è detto che l’alta partecipazione all’assemblea porti a tirare fuori il borsello. Senza contare che l’assemblea si è tenuta oltre sei mesi fa e in mezzo c’è stata la pandemia. –
SAMUELE BARTOLINI
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