Il Tirreno

Pontedera

la tragedia di riparbella 

Bimba morta in piscina, tra i quattro indagati ci sono anche i genitori

Stefano Taglione
Bimba morta in piscina, tra i quattro indagati ci sono anche i genitori

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riparbella

Quattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte di Harmony Lawrence, la bambina nigeriana di tre anni trovata annegata venerdì scorso sul fondo di una piscina di una casa colonica della Melatina, a Riparbella, vicino a un gruppo di appartamenti trasformato in un centro di prima accoglienza per i rifugiati, dove la piccola viveva con i familiari.

Sono Daniela Bacci (di Riparbella, la proprietaria dell’immobile), il legale rappresentante dell’associazione Teranga, il cecinese Luca Marchese, che attraverso la onlus ha affittato l’abitazione dove abitava la piccola, e i genitori: il padre Gregory Lawrence e la madre Blessing Esther Oparaji. Per tutti l’accusa è omicidio colposo. Un atto dovuto quello del sostituto procuratore di Livorno, Giuseppe Rizzo, che ieri mattina ha incaricato come consulente tecnico d’ufficio il medico legale Damiano Marra, che alle 15 all’istituto dell’Università di Pisa ha poi effettuato l’autopsia sul corpo della bambina scomparsa.

La tragedia si è consumata in una villetta vicino al gruppo di case dove abitava Harmony, a cui si accede attraverso una salita abbastanza ripida. La casa colonica, all’interno della cui proprietà si trova la piscina, al contrario degli appartamenti messi a disposizione dalla prefettura come centro di accoglienza straordinaria non era stata affittata all’associazione Teranga e – secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Volterra, diretti dal capitano Ezio Mazza, subito intervenuti sul posto – sarebbe sempre rimasta in esclusiva disponibilità di Bacci, alla quale l’immobile risulta intestato. «A mio parere – precisa l’avvocato Enrico Marinai, che difende Marchese – non ci sono da parte della società Teranga responsabilità di natura penale».

Stando alla ricostruzione dei militari, che indagano su delega della procura labronica, la piccola si sarebbe allontanata da casa per giocare in giardino, come faceva spesso. Era in compagnia di un amichetto, quando avrebbe raggiunto la piscina dove è stata trovata morta sul fondo. La vasca è protetta da una recinzione, che probabilmente lei avrebbe aggirato passando da un cancellino. Poi, per circostanze che devono essere ancora chiarite, è finita in acqua. Non è chiaro se scivolando e tuffandosi volontariamente.

I genitori, che non la vedevano da circa un’ora, dopo alcune ricerche accanto casa si sono diretti verso la piscina, sentendo piangere l’amichetto. A quel punto, purtroppo, hanno capito tutto. E dopo aver chiamato una persona di fiducia, che li ha raggiunti e ha riportato in superficie la bambina ormai senza vita, sono scoppiati in lacrime. Realizzando, purtroppo, di aver perso la loro amata figlia.

Inutile l’intervento del 118, con un’ambulanza della Misericordia di San Pietro in Palazzi e una seconda, con il medico a bordo, della Pubblica assistenza di Cecina. Per la piccola non c’è stato più niente da fare.

La piccola Harmony, che è nata in Italia e fra qualche mese avrebbe compiuto quattro anni, sarebbe rimasta sott’acqua per almeno 40 minuti. Queste – in attesa degli esiti dell’autopsia, certificati dalla relazione del medico legale Damiano Marra entro i prossimi 90 giorni – sarebbero state le prime risultanze delle indagini. Il consulente tecnico della procura, come da prassi, ha svolto i suoi accertamenti insieme ai professionisti nominati dagli altri indagati: Bacci, Marchese (il cui avvocato però non ha nominato alcun medico legale di fiducia) e i genitori della piccola. —



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