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“Casinisti” dal cuore d’oro salutano i prof con un regalo speciale

marco sabia
“Casinisti” dal cuore d’oro salutano i prof con un regalo speciale

Ultimo giorno di scuola autogestito di un gruppo di studenti: portano a casa degli insegnanti una maglietta coi loro volti 

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LA STORIA

Il loro professore di religione li chiama “ragazzacci”, perché a volte sono un po’ troppo esuberanti. Ma allo stesso tempo sono anche ragazzi del cuore d’oro, che da tre mesi non vedono i loro professori ma che non li hanno dimenticati. Così hanno deciso – in collaborazione col professore di religione Tommaso Giani – di fare una sorpresa agli insegnanti: andare a trovarli a casa per portare loro una maglietta, firmata “dai casinisti della seconda sezione A” (indirizzo meccanico del Checchi di Fucecchio). E i professori, che non se l’aspettavano, si sono commossi. Le magliette sono state acquistate facendo una colletta fra i ragazzi e su ognuna è stato stampato un cuore con le loro facce. I ragazzi, che un mese fa – quando hanno capito che la scuola non avrebbe riaperto nemmeno a giugno – hanno contattato Giani per chiedergli di diventare loro complice nell’organizzazione di un ultimo giorno di scuola autogestito. I “ragazzacci” hanno avuto l’idea di stupire i loro prof con un regalo da consegnare direttamente a domicilio, come per i pasti durante il lockdown, così da salutarli di persona con una bella sorpresa. «Abbiamo pensato – racconta Giani che da settembre vive al centro notturno per senza tetto di Santa Croce e presta servizio nella parrocchia della cittadina conciaria – a una maglietta personalizzata, con su scritto “Anche i casinisti hanno un”, e con in primo piano un grande cuore con dentro le facce di ognuno degli studenti coinvolti. Hanno chiesto a me di raccogliere i soldi. È stata dura, ce ne volevano tanti. La maggior parte dei miei “ragazzacci” sono di origine straniera, col babbo in cassa integrazione e costretto a tirare la cinghia. Eppure, a suon di spiccioli, ma anche con l’aiuto di un paio di sponsor speciali, ce l’abbiamo fatta. Io intanto mi sono inventato una vagonata di bugie per farmi dare l’indirizzo di casa dai miei colleghi».

Ma mentre alcuni professori vivono a Fucecchio, altri sono di Firenze, Carmignano e Prato, quindi servivano degli “autisti”. Così 48 ore fa i professori hanno sentito suonare il campanello e si sono trovati di fronte i ragazzi della 2ª C del Checchi di Fucecchio: «È stata una lezione di vita – conclude Giani – che non dimenticherò: diamo fiducia ai ragazzi, mettiamoci al loro servizio, regaliamo loro tutta la nostra esperienza e tutta la nostra passione. E ci ripagheranno: dieci, cento, mille volte tanto». –

marco sabia

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